Luciano Odorisio, Politica

Renzusconi, finalmente insieme!


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Stralcio di un articolo di I. Proietti per Il FQ, 01-05-19

“(…)

Tutti però sono certi che dopo maggio “niente sarà come prima nel partito”. 

E l’esperimento di Miccichè che ha avviato in città come Gela un dialogo con quel pezzo del Pd siciliano che si riconosce nell’ex ministro dell’Udeur Totò Cardinale che ha visto eletta in Parlamento coi dem sua figlia Daniela, già iper-renziana e vicina a Luca Lotti, è una spia importante.

IL LABORATORIO siciliano dovrebbe essere l’antipasto di un nuovo Nazareno nelle intenzioni del viceré siciliano. La cui iniziativa, per la verità, è guardata con sospetto dalle alte sfere del partito. 

Specie per il suo riferimento al nome di Mara Carfagna che molti vorrebbero fosse valorizzata, anche per la sua distanza con Matteo Salvini: la standing ovation che qualche mese fa ha accompagnato la sua gestione dell’aula alla Camera nella seduta in cui ha rimesso a posto il ministro dell’Interno invitato a muso duro a rispettare il Parlamento, ha scaldato gli animi ben oltre le fila di Forza Italia. 

“Cosa succederebbe se si puntasse proprio su di lei per la corsa alla presidenza della regione Campania il prossimo anno?” ragiona qualcuno. 

Che pure non osa avanzare il nome di Carfagna per la sostituzione stessa di Berlusconi alla guida del partito. 

Ma tra i forzisti i più ragionano in tutt’altri termini. 

“Quello di Miccichè è un fenomeno siciliano, anzi meno che siciliano. E in Campania noi speriamo che la Lega si rafforzi per vincere insieme”. 

E Forza Italia? Basterà “sistemare il modello di partecipazione, azzerare rendite di posizione che non hanno portato fortuna se non a chi ne beneficia, e rimettersi in connessione con i territori: tutto questo ci darà forza per tornare a guidate un’alleanza di centrodestra ma su posizioni riformiste”. 

Come quella in cui continua a sperare l’ex Cav una volta che Salvini avrà archiviato “l’incredibile governo gialloverde che non ha solo fatto male all’Europa e che ha isolato l’Italia”. 

Insomma votare Forza Italia, per Berlusconi significa avvicinare la fine dell’alleanza Di Maio-Salvini e ricostruire “un centrodestra tradizionale, coerente con i nostri programmi, liberista in economia, capace di abbattere le tasse e di creare lavoro, impegnato a costruire le infrastrutture ma anche una giustizia più giusta”. 

Ma c’è pure chi non ci crede più. 

E meno che mai alla possibilità di una rifondazione vera di Forza Italia. E dunque non intende aspettare che il Carroccio finisca di mangiarsi quel che ne resta. 

“Bisogna costruire un progetto politico centrista che faccia da polo di attrazione per tutte le forze moderate. 

Del resto con Zingaretti che torna a spostarsi decisamente a sinistra quanto potranno resistere Renzi e i suoi nel Pd?”. 

PER CLAUDIO Scajola che di FI è stato uno dei fondatori e che oggi è sindaco “civico” di Imperia, “Silvio Berlusconi è ostaggio di una piccola oligarchia che lo ha sequestrato. Mi auguro che si renda finalmente conto che va fatto una cosa nuova, con gente nuova e per costruire un’alternativa al sovranismo incapace e pericoloso: fare il ruotino di scorta al triciclo di Salvini è un suicidio. Vanno recuperati gli elettori indecisi e disgustati.  Miccichè dimostra coraggio, il suo tentativo è interessante.

Il Nazareno è stato un grande accordo sulle regole per salvare il Paese: ora come allora da qui a un’alleanza di governo c’è un percorso da fare.”

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