Luciano Odorisio, Politica

E tutto va a destra, Salvini, Renzi, Calenda… di Pina Fasciani


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Io capisco che la parola sinistra abbia perso valore e credibilità e quando la si pronuncia fa sorgere interrogativi circa la sua reale effettività e che nel mondo cambiato è difficile rideclinare la parola sinistra, posto che ci si provi;

io capisco che è necessario costruire “campi larghi” in cui cercare di rimettere insieme le forze ;

io capisco che in questo sistema elettorale, maggioritario, le coalizioni sono necessarie per essere competitivi ;

capisco anche che in campagna elettorale le forzature possono aiutare per vincere, in particolare ai ballottaggi;

come capisco che le alleanze strutturali hanno bisogno di quel tempo necessario per maturare…

 Capisco tutto, ma che il PD riproponga un Ulivo 2 con dentro tutti e il contrario di tutti proprio non lo capisco.

A parte la stronzata di porsi come “baricentro” di quella alleanza ( come era la DC con i partiti “satelliti”), roba da far scappare a gambe levate chi ritiene di avere un minimo di dignità politica, ma come può questo nuovo Ulivo definirsi alternativo alla destra proprio non lo capisco.

Non lo capisco per varie ragioni:

1) il partito personale di Calenda nasce per ripicca contro il PD e si pone a destra del PD

2) il partito personale di Renzi nasce per vendetta contro il PD e si pone a destra del PD

3) I moderati centristi si spostano secondo l’aria che tira, a destra di solito

4) l’alleanza con i 5 stelle stelle viene sbeffeggiata ogni 5 secondi dagli stessi dirigenti PD (De Luca e renziani PD) 

5) il PD accetta le pregiudiziali contro i 5 stelle indebolendo nei fatti quell’alleanza ritenuta alternativa alla destra

Io non dico che tutto è bianco e nero e che quindi ci sono i grigi da valutare e passibili di sviluppi, ma santiddio come non vedere che nella situazione data, con il 50% di italiani che non vanno a votare, il segnale che viene è quello uscire da questa nebulosa centrista pendente a destra che accomuna tutti ?

 Come non vedere che la “radicalità”, in un periodo di trasformazioni, è la carta da giocare per chiarire da che parte si sta’? La Meloni lo ha capito e infatti cresce… Ma a destra!

E da quale parte dovrebbe stare un “campo progressista“ se è alternativo alla destra? Dalla parte di chi cerca giustizia sociale, lotta alle diseguaglianze, antifascismo, dignità del lavoro, diritti oppure dalla parte di lor signori che vogliono l’autonomia differenziata a scapito del sud, che vogliono la flat tax a scapito della progressività, che vogliono il mercato libero a scapito delle regole fissate dallo Stato, ecc. ecc… ?

Quale radicalità esprime questa nebulosa? Nessuna.

E tutto si sposta a destra.

Andate aff….

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