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Luciano Odorisio, Politica

Renzi & Calenda, il trionfo degli EGO

stralcio di un articolo di Daniela Ranieri per Il FQ, 23-05-19

I DUE UOMINI più permalosi se non della Storia almeno di Twitter – la bolla virtuale dentro cui essi ormai vivono e dove risiede il principio metafisico della loro genialità – si stanno costituendo, pare, in una specie di bad company del Pd di cui naturalmente sarebbero entrambi amministratori delegati – ciò per evidenti meriti acquisiti sul campo nel biennio in cui hanno lavorato insieme alla crescita e alla prosperità del Paese. 

Abbiamo recuperato alcuni spezzoni della “reunion” (copyright dei due battutisti), anche perché il teatro era pieno e molta gente è rimasta fuori dai cancelli sotto la pioggia (Flaiano: “In Italia non basta avere successo, bisogna anche non meritarselo”). 

In uno di questi Calenda urla da far venir giù le balconate: “La prossima volta non ci si vede in un posto chiuso, ci si vede in una piazza! Perché a furia di aver paura di riempire le piazze lasciamo le piazze semivuote a quegli altri!”. 

Come sappiamo, infatti, il problema di Calenda è proprio l’eccesso di popolarità: quando si muove lui, bisogna deviare il percorso degli autobus, c’è rischio che si blocchi il traffico, la Prefettura l’ha proprio sconsigliato di organizzare un comizio a piazza del Popolo per evitare problemi di ordine pubblico, lui che non è riuscito a organizzare nemmeno una cena perché mancava il numero minimo di partecipanti per definirla tale e non confonderla con un casuale incontro in ascensore. 

Negli altri, ci spiace per la giovane promessa Calenda, è Renzi a rifulgere. 

Sì, Renzi, la Xylella del Pd, l’unica alternativa ai populisti per manifesta superiorità. 

Parlando in piedi tipo guru motivazionale, mostra la sua caratura da oratore ciceroniano, certamente affinata dopo mesi in giro per il mondo come conferenziere costosetto: “L’Italia non conta più un’emerita cippa! ”. 

Rieccolo, Lo spettacolo d’arte varia di uno innamorato di sé. Si arrabbia, poi di colpo si fa conciliante, ciarliero, gesticola, ansima camminando su e giù tipo il Beppe Grillo anni ’80-’90, fa il sussurro, il grido, la vocina sfiatata per provocare l’anti-climax e dunque il riso: “Ma come si fa…?”. 

La sua comunicazione politica è tarata su due misure: la rivendicazione e l’insulto: “Luigi Di Maio alias l’incompetente…Intanto è apprezzabile che abbia azzeccato il congiuntivo!”.

 Le risate del pubblico lo fomentano, in questa Leopoldina con la twitstar confindustriale, e riappare il Renzi caustico, giovanile, aggiornato sui meme dei social: “Noi abbiamo capito che Salvini è diventato così perché gli hanno rubato il pupazzo di Zorro. E a Di Maio che pupazzo hanno rubato? La Barbie? Coccolino? Topo Gigio?”. 

Standing ovation. 

Ma, come ogni comico assoldato da una pro-loco per la serata clou della Sagra del lampredotto, Renzi sa che alle risate bisogna far seguire un momento di riflessione. 

Ce l’ha col presidente del Consiglio: “C’è da domandarsi come l’ha (sic) vinto il concorso, ma siccome lo sappiamo come ha vinto il concorso non ce lo domandiamo che si fa prima” (se Conte avesse aperto anche lui una mail in cui i cittadini possono spifferargli di eventuali diffamazioni ad opera di terzi, oggi avrebbe il suo bel da fare). 

RENZI, UN TEMPO cantore del futuro, vive nel passato; non riesce a parlare di niente che non sia sé stesso (l’altro ieri su Twitter ha commemorato Nicky Lauda citando una frase del pilota: “Quando ce la fai sono tutti con te, quando perdi li hai tutti contro. In mezzo non c’è niente”, laddove, proiettando moltissimo e freudianamente, “niente” sarebbe il governo del Paese).

Ma la parte satirica destruens non deve occultare che nell’asse Renzi-Calenda c’è una forte “proposta”, un forte “argine”, un forte impegno a “restare umani” contro Salvini. 

Certissimamente: infatti il reato di immigrazione clandestina esiste ancora perché all’epoca Renzi si rifiutò di portarlo in Cdm, nonostante gli appelli dei magistrati che lo definivano un reato “dannoso e inutile”, per rispondere a “una percezione di insicurezza” e non cedere al “buonismo esasperato ”, cioè per non perdere voti. 

Comunque, seguiremo da vicino gli sviluppi della reunion di questa strana coppia: non sappiamo voi, ma noi gli daremmo una chance. 

PS A fine spettacolo, mentre la folla si avviava ordinatamente verso l’uscita, gli ego dei due protagonisti sono stati fatti defluire sul retro per non creare disordini.”

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