Luciano Odorisio, Politica

Lo sgherro di Renzi e la giornalista “vomitevole”


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“Nel mondo parallelo dei social, ormai diuturnamente occupato dai politici pocofacenti e dai loro sgherri, una legione di troll e insultatori capitanati dal politico multiforme (diciamo così) e renzistissimo Andrea Romano ha sottoposto la sottoscritta a un linciaggio tanto più allucinante quanto più basato sul nulla, o meglio sulla manipolazione del senso di un articolo che venerdì abbiamo dedicato alla sapida intervista dell’ex potente Matteo Renzi su Oggi. 

Forse al fine di contrastare i temibilissimi hacker russi grilloleghisti, ultimamente i politici del Pd per difendersi dalle critiche – non potendo opporre ad esse la benché minima credibilità personale e politica – si avvalgono dello sguinzagliamento ad opera delle seconde file come Romano di azzannanti regolatori di conti, molti dei quali si id enti fica no sotto l’hashtag #facciamorete col quale i perdenti alle elezioni hanno voluto segnalare una svolta rispetto alla garrula strategia dei popcorn. 

In quell’articolo, di cui qualunque persona sana di mente e non in malafede ha capito benissimo il senso, stigmatizzavamo la tendenza di Renzi a tirare fuori i suoi figli nei momenti di crisi comunicativa, con preferenza per la già più volte citata, instagrammata e fotografata figlia tredicenne, sul cui carattere e i cui gusti il papà – premettendo di non volerne parlare per privacy – si dilunga con dovizia di particolari, tanto da metterci a parte pure del divieto che le fa di indossare minigonne ammettendo al massimo i jeans strappati. 

Nulla di nuovo: Renzi ha sempre esposto i figli senza troppi scrupoli, come Salvini e ora anche Di Battista. 

Di tutti pensiamo la stessa cosa: i figli non sono un argomento politico, e se i leader investono tutto sulla comunicazione personale è nostro diritto criticare e se è ancora lecito ironizzare su questa tendenza patetica. 

Andrea Romano, ex Scelta Civica e altre cose trascurabili (tra cui direttore del giornale che ha seppellito L’Unità ), poco noto fuori da Twitter ma un vero asso della comunicazione social (aveva appena gridato allo scandalo per la falsa epurazione di due comici dalla Rai2 di Freccero), ha chiesto ai suoi numerosi follower (si trasformassero tutti in voti!) “cosa spinge una giornalista (donna, forse madre) ad attaccare i figli adolescenti di un politico #barbarie”. 

Romano, che peraltro ha involontariamente (?) sfrenato proprio i più bassi istinti dei violenti del web additando loro una giornalista donna forse madre, si tranquillizzi sulla nostra eventuale prole: semmai, dobbiamo difenderla dagli effetti materiali e immateriali della politica che lui e il Pd hanno finora incarnato stando al governo e all’opposizione. 

Ma lui sa benissimo che non abbiamo attaccato i figli di Renzi, verso i quali semmai sentiamo un moto di protezione. 

Tutto quel che sappiamo sulla famiglia Renzi lo abbiamo appreso da lui o dalle inchieste dei magistrati. 

E ai fiancheggiatori che ci accusano di fare “gossip ” (da cui siamo “fogna”, “miserabili”, “schifosi”, “voyeuristi”, “fascisti ”, “vomito” e altre carinerie) notifichiamo che non ci siamo recati a Rignano sull’Arno a fare un’inchiesta sugli outfit della figlia di Renzi; 

Semplicemente, abbiamo riportato le esatte parole del babbo, chiedendoci a quale strategia politica possa rispondere questa morbosa e caricaturale rappresentazione dei propri pargoli. 

Non sappiamo per quale strana alchimia se Renzi usa i figli, persino sottolineandone la puberale vanità e fisicità, e tu fai notare che Renzi usa i figli, allora per gli esaltati di Twitter sei tu che usi i figli di Renzi. 

Sospettiamo sia uno dei frutti dello spudorato ribaltamento del senso con cui lo statista di “se vince il Sì tutti i malati di cancro avranno gli stessi farmaci indipendentemente dalla Regione” e di “se perdo il referendum vado a casa”ha impestato il discorso pubblico. “

di Daniela Barbieri

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