Luciano Odorisio

È nato il governo Conte!


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Il governo Conte ha giurato e si è riunito il primo Consiglio dei Ministri.
Non ho votato per questo schieramento, ma mi auguro che davvero il governo possa risolvere i principali problemi dell’Italia.

Per le critiche c’è tempo.

Ieri ho seguito la maratona Mentana sul giuramento e, devo confessarlo, mi sono divertita.

L’ambientazione, la location direbbe qualcuno, era spettacolare: il salone delle feste del Quirinale era magnifico. Mi rendo conto come per qualcuno il risiedere in un posto del genere possa dare alla testa. Non dimentichiamo che il Quirinale è stato la residenza di papi e re.

Anche palazzo Chigi non è male, in quanto a fasto e bellezza.

Ieri Roma era bellissima ed ha accompagnato con lo splendore del suo sole l’arrivo dell’allegro gruppo dei ministri del Movimento 5 stelle verso il Quirinale, non in una fosca marcia su Roma come paventano alcuni, ma in un cammino carico di aspettative.
C’era differenza con gli altri ministri leghisti o tecnici, arrivati alla spicciolata, ognuno per sé.

Questa differenza segnerà il governo?

In compenso erano tutti emozionati quando hanno pronunciato la formula del giuramento, quando hanno firmato.

Il Presidente Conte ha firmato con la sua penna, quasi a rivendicare che quell’impegno e quella responsabilità erano tutti suoi. Immagino che quella penna sarà conservata come un cimelio di famiglia. Dopo tanti anni abbiamo un Presidente del Consiglio meridionale, per giunta foggiano, del Sud che conta di meno rispetto alle capitali Napoli e Palermo.

Tutti i ministri indossavano i vestiti buoni della festa. Qualcuno, come Salvini, era a disagio in giacca e cravatta, lui che è abituato alle felpe.
Di Maio, stretto nel suo completo di celebrata sartoria (napoletana?), dimostrava invece di essersi facilmente abituato a rivestire i panni del potere.

La foto di gruppo sembrava quella di un matrimonio dove sono tutti sorridenti: gli sposi, il nonno un po’ svanito, il cugino caciarone, la zia perfettina, la sorella sexy della sposa, il cognato imbufalito.

Per poche ore festeggiano, domani chissà! Come in tutti i matrimoni.

Ho concluso la serata assistendo alla partita della Nazionale di calcio contro la Francia.

L’Italia era in palese difficoltà: eccessivo il divario tecnico, fisico e psicologico tra le due squadre.

Comunque abbiamo perso la partita dignitosamente, non ci siamo arresi.

Ho pensato che la nostra Nazionale è il perfetto emblema del nostro Paese.

Una squadra da ricostruire quella del Commissario tecnico Roberto Mancini. Lo stesso impegno che attende il Presidente Giuseppe Conte.
Ho fiducia, sono giovani e potranno dimostrare il loro valore.
Buona festa della Repubblica!
Caterina Abbate

 

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Sono un po' strega perché ebbi la sorte di nascere a Benevento, ma sono e sarò sempre una ragazza degli anni Sessanta. Per tutto quello che ciò significa.

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