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Luciano Odorisio, Politica

Salvini come Berlusconi?

Scrive tra l’altro Peter Gomez in un bell’articolo su Il Fatto Quotidiano:

“Crediamo che ben pochi tra gli italiani che sostengono il governo autoproclamatosi del cambiamento abbiano ancora voglia di avere a che fare con Silvio Berlusconi o uno dei suoi cloni.

Matteo Salvini per decenza istituzionale e convenienza politica deve per questo capire che l’unico modo per apparire diverso da molti governanti del passato è quello di tacere davanti alle iniziative della magistratura.

È la legge che dà ai pubblici ministeri il potere-dovere di aprire le inchieste.

Ma è sempre la legge (e la Costituzione) a dire che spetta ai giudici (e non ai pm) stabilire se i comportamenti di qualsiasi cittadino violino il codice penale.”

Nella generale riprovazione dell’atteggiamento del mnistro si uniscono le voci degli alleati di governo, prese di posizione forti e severe.

Alfonso Bonafede, ministro della giustizia:

“Il ministro può ritenere che un magistrato sbagli ma rievocare toghe di destra e di sinistra è fuori dal tempo. Non credo che Salvini abbia nostalgia di quando la Lega governava con Berlusconi.

Chi sta scrivendo il cambiamento non può pensare di far ritornare l’Italia nella Seconda Repubblica”

Scriveva Enrico Mentana:

“Io sono stato eletto da voi, siete miei elettori, miei sostenitori, miei complici. Loro invece, i magistrati, non sono stati eletti da nessuno e non rispondono a nessuno”. La risposta via Facebook del ministro alla notifica dell’avviso di garanzia (sequestro di persona aggravato per i migranti della Diciotti) farà il pieno di consensi tra i suoi, e certo anche tra gli ex alleati di Forza Italia.

Ma come reagiranno gli alleati del Movimento cinque stelle? Se una frase così, davanti a un’indagine simile, l’avesse pronunciata un ministro di qualche governo passato ci sarebbe stata una sventagliata di attacchi scarnificanti.

Ora Di Maio e i suoi sono a un bivio. O seguono l’alleato e abbandonano la linea che ancora tre mesi fa li portava a scatenare un’ovazione per il pm palermitano Di Matteo.

Oppure mettono in discussione l’intesa di governo con la Lega sovranista. A meno che non scelgano la formula pilatesca già abbozzata su attriti minori: la questione dei pm non è nel contratto..”

E Luigi Di Maio si fa sentire nella trasmissione In Onda del 7-09-2018:

“Quando si dice che ci sono magistrati di destra e sinistra stiamo riportando il Paese alla Seconda Repubblica. Non scateniamo questa guerra con la magistratura o i cittadini ci diranno ‘state combattendo o state governando?’

Non si fa certo attendere la reazione del vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, e dell’Associazione nazionale magistrati:

“Le dichiarazioni di oggi del Ministro dell’Interno, intervenute dopo la notifica degli atti da parte della Procura di Palermo in merito alla vicenda della nave Diciotti – scrive la Anm in una nota – rappresentano un chiaro stravolgimento dei principi costituzionali, che assegnano alla magistratura il compito e il dovere di svolgere indagini ed accertamenti nei confronti di tutti, anche nei confronti di chi è titolare di cariche elettive o istituzionali”.

Il numero due del Consiglio superiore della magistratura esprime invece:

“Forte preoccupazione per il contenuto delle dichiarazioni del Ministro degli Interni” che “anche per le modalità con le quali sono state rese risultano lesive del prestigio e dell’indipendenza dell’ordine giudiziario e si pongono in contrasto con il doveroso rispetto delle prerogative che si deve a ciascuno dei poteri dello Stato”.

Legnini aggiunge che “come ribadito dal plenum del Csm di mercoledì scorso, sulla tutela dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura non si può arretrare, nell’interesse della tenuta del sistema democratico e perché essa agisce in virtù dei poteri conferitigli dalla Costituzione e non ha certo bisogno di trarre la sua legittimazione dal voto dei cittadini”.

 

 

 

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