Cinema & Teatro, Luciano Odorisio, Politica

Sabrina Ferilli: Buche a Roma? Leggende…cii sono sempre state!

Ferilli: Buche a Roma? Ci sono sempre state.

Stralcio di una bella intervista di A. Ferrucci a Sabrina Ferilli per ilFQ, 20-04-19

Oramai sono pochi i personaggi riconosciuti e riconoscibili che, oltre a raccontare, riescono a insegnare, e ti permettono di crescere. 

Come, chi… 

Mi viene in mente Andrea Camilleri. 

Mentre la Rete… 

Se va bene, e sottolineo “se va bene”, trovi un’informazione che al cinquanta per cento non è neanche vera; però manca la chiave per educare, conoscere e capire. 

Torniamo alla fiction. 

Prima di affrontare le riprese, abbiamo esaminato centinaia di casi. 

Problema così vasto? 

C’è un errore nel sistema giuridico: il tribunale minorile è un corpo parallelo, non si coordina con il tribunale penale; in Italia parliamo sempre di questi quattro clandestini allontanati, e si può essere più o meno d’accordo… 

Con lei è “m e n o”… 

Ecco, appunto; per me al primo posto c’è sempre la tutela e la sopravvivenza degli esseri umani, di tutti gli esseri umani. E questa storia dei clandestini è una suggestione data in pasto al Paese per non risolvere i problemi seri che gli italiani sono costretti ad affrontare tutti i giorni. 

Detto questo… 

Siamo un Paese dove se incappi nell’errore giudiziario sei finito, con gli stessi magistrati schiacciati da mole di lavoro e scarse risorse. Nella vita uno deve temere due figure professionali: i medici e i giudici, perché possono ucciderti. 

Lavora solo con Mediaset. 

(Sorriso malizioso) Perché la preferisco, lì trovo persone libere e ci scegliamo. Mi sento tutelata

In Rai, no?

Non ci lavoro da 14 anni. E preferisco non dire altro. 

“Sabrina è simpatica , profonda e commovente . Spesso mi legge gli articoli e mi fa riflettere”, parola di Mara Venier. 

Lei ha il cuore caldo, quando serve è una pronta a dare battaglia. Comunque la mia fortuna è stata quella di avere dei genitori che mi hanno dato la stessa educazione imposta a mio fratello: questa è vera emancipazione, in casa non ci sono mai stati argomenti da femmina e altri da maschio, e grazie a loro sono diventata una femmina emancipata. 

Può spaventare .

Solo se trovi uomini complessati. 

Qu est ’anno è stato giudicato l’anno nero del grande schermo. 

Il problema del cinema è di essere bacchettone, irretito dai clichè e dal politically correct, nel timore di toccare determinati temi, altrimenti poi insorgono i comitati o le varie associazioni.

“Sparano” addosso. . . 

Gli autori non sono più liberi di raccontare il bene e il male, il razzismo e non; una società colta saprebbe distinguere, invece siamo messi così: male. 

Più liberi negli anni 60. 

Una scena come quella di Sordi mentre corca di botte la Vitti, oggi non la girerebbe nessuno, ai registi tremerebbe la mano per la possibile accusa di violenza sulle donne. Siamo preda di percezioni superficiali dei fatti, tanto da snaturare i principi e l’essenza degli episodi. 

O Giannini in “Travolti in un insolito. . .” che dice alla Melato “bacia la mano al padrone”. 

Appunto, c’era una libertà di racconto, poi non è che tornavi a casa e temevi la replica del marito contro la moglie; gli esempi non esistono, gli esempi siamo noi rispetto alle nostre vite. Poi ci sono persone che si possono stimare. 

C’è confusione tra realtà e finzione. 

Si è maggiormente concentrati solo sulla pruderie, sulle stronzate degli pseudo princìpi: chiamare uno spazzino “operatore ecologico” non serve, anzi è una presa per il culo; per la sua dignità uno non deve pensare alle definizioni, ma ai diritti e alla retribuzione. 

Proverà mai da regista? 

Non ci voglio pensare, voglio stare nel mio ruolo, non mi voglio agitare da sola, voglio continuare a vedere questo mestiere dalla mia ottica. Voglio morì così, senza cambiare direzione all’ultimo momento. 

Diamo un senso alla direzione… 

Resto attrice, lucida, etero, di sinistra, romanista e se potessi pure figa. 

Sempre romanista… 

Certo, ma quando per anni assisti a uno sbriciolamento del genere, il dispiacere non può che essere grande. 

Andrebbe mai a vivere fuori Roma? 

Quanto, 15 chilometri? 

No, di più. 

La campagna romana? 

No, di più. 

No, scelgo Roma, Roma, Roma. 

Perché? 

È sempre la più bella del mondo, non si cambia, e reperti, stratificazioni, persone, catacombe, buche non cambiano un dato: è Roma. 

Le buche sono più famose delle catacombe. 

C’è tanta leggenda intorno a questa storia. 

Sicura?

 C’è un’esagerazione. 

E l’immondizia? 

Da che mi ricordo è sempre stato così, solo che ora c’è l’aggravante legata a un problema di coscienza civile: in giro vedo degli schifi incredibili, con divani in mezzo alla strada, lavatrici abbandonate… 

Cosa ne pensa del governo? 

Mi viene in mente una frase di Bersani: “In amore chi si somiglia si piglia, mentre in politica chi si piglia poi finisce per assomigliarsi”. Quindi attenzione, a buon intenditor… 

Per Massimo Popolizio gli attori sono depressi. 

Non è proprio così, dipende dal l’approccio che hai rispetto alla professione. Io ho dato precedenza alla persona, poi al mestiere, e ciò mi ha reso più solida e forte. Una come me è Fiorella Mannoia. Infatti siete amiche.

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