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Cinema & Teatro, Luciano Odorisio, Politica

2019, FUGA DA SAN LORENZO

Stralcio di un articolo di Paolo Dimalio per Il FQ, 29-04-19

“(…)

“Alcune sere incasso 80 euro, una volta chiudevo con duemila”: Lonardo Botta gestisce un locale storico sulla piazza del quartiere. Da novembre, il crollo: “Almeno del 60-70% – dice Lonardo -. Prima le vie erano piene dal giovedì alla domenica, ora il venerdì e il sabato c’è solo un po’ di movimento”. 

È l’effetto della cura anti-degrado, un mix di due ingredienti: controlli a tappeto e niente drink. Il 3 novembre scorso infatti è scattata l’ordinanza anti alcol della sindaca Virginia Raggi: vietato bere all’aperto dopo le 21. 

L’ex prefetto della Capitale, Paola Basilone, il 12 febbraio annunciava, intervistata dal Messaggero: “Serve un ‘modello San Lorenzo’. Il nostro progetto è già stato spedito al Viminale. Interventi rapidi e mirati, con tutte le forze dell’ordin e”. 

Risultato: carabinieri, polizia, Finanza e Municipale perlustrano di continuo il rione. I reati diminuiscono, ma avanza il deserto; lo ha detto Virginia Raggi, il 16 aprile: “Vogliamo evitare una risposta solo di pancia, che ha portato una riduzione degli episodi violenti, ma anche iniziato a desertificare il quartiere ”. 

I dati su arresti, fermi e reati a San Lorenzo, dopo Desirée, “non sono ancora consolidati”, dice la Questura. Col commissariato di Polizia, impossibile parlare, per via delle “indagini in corso”. 

Nessun commento da Paola Basilone (il suo mandato è scaduto il 17 aprile). 

Nemmeno la presidente del Municipio, Francesca Del Bello, conosce l’andamento dei reati. “Noi monitoriamo le sanzioni amministrative dei Vigili, ma di sicuro lo spaccio prosegue – dice la minisindaca -. I clienti però sono diminuiti e il rischio è che dall’hashish si passi a scippi e furti. 

Contro lo smercio, serve la Polizia”. Con le strade poco frequentate, i pusher fanno più paura: “Le persone per bene o con famiglia vengono sempre meno, mentre arrivano quelli in cerca di droga”, dicono commercianti e cittadini. Gli abitanti rifiutano la lettera scarlatta del degrado. Il quartiere ribolle di iniziative dal basso.

Il bersaglio sono volontari e associazioni? Come l’associazione di volontariato ‘Il Grande Cocomero’: da 25 anni offre assistenza gratuita ad adolescenti con patologie neuropsichiatriche. 

A novembre ha ricevuto una multa di 425 euro per l’affissione abusiva di un volantino: “Il foglio informava sulla data di un’a s s e mblea con la presidente del Municipio”, racconta Lorenzo Manni, dell’associazione. Sa bene che la multa è ineccepibile, ma ha un dubbio: 

“La priorità non dovrebbe essere fermare lo spaccio?” . 

200 euro di sanzione anche alla libreria Giufà, il 3 novembre scorso: le panche a ll ’ingresso, vicino Piazza de ll’Immacolata, occupavano troppo spazio. Anche la palestra popolare in via dei Volsci, dove ci si allena gratis, ha pagato dazio: l’insegna appesa al muro sporgeva qualche centimetro di troppo. 

L’associazione culturale ‘Le Mura’, su via di Porta Labicana, ha chiuso bottega dal 19 gennaio al 26 gennaio, anche se era tutto in regola. “Appena rialzo la saracinesca, col via libera del commissariato, passa un’altra pattuglia che mi intima di chiudere”, dice Emanuele, a capo dell’associazione: 

“Avevo già chiarito, ma ho dovuto spiegare tutto da capo”. 

Dopo il braccio di ferro, la serranda resta alzata: “Mi hanno detto che dovevano solo eseguire un’ordine, i controlli a San Lorenzo sono doverosi”, dice Emanuele. Via alla riqualificazione ma sale la protesta “Con le volanti in giro, nessuno entra negli edifici abbandonati su via dei Lucani”, dice Silvio Paone del centro sociale Communia.

La Raggi è pronta a riprendersi gli edifici fatiscenti lungo la via del delitto Desirée: “O i privati riqualificano, o sarà esproprio ”, ha annunciato il 16 aprile. Ma la riqualificazione passa anche dall’a re a dell’ex dogana, intestata a Cassa Depositi e Prestiti: dove pulsava la movida sorgerà “The Student Hotel” (filiale di una catena olandese) a metà tra albergo e studentato. 

Il comitato di quartiere storce il naso: “Volevamo strutture sportive, spazi verdi e per gli artigiani di San Lorenzo”. Da anni i residenti si battono contro la movida, ma sale la preoccupazione: 

“Chiudono i locali sani, con la clientela migliore, e le vie si svuotano – dice il presidente del comitato Emanuele Venturini -. L’ordinanza anti alcol forse non è la soluzione”. 

Fino al 30 settembre, dopo le 21, a San Lorenzo non si beve all’aperto. Ma a 2 chilometri, al Pigneto, i drink in strada sono leciti fino alle 24, nel bicchiere di plastica: ecco perché ì i locali chiudono. “La licenza è costata cara – dice Lonardo Botta – ma a che serve col divieto serale?”. 

Lonardo sogna San Lorenzo come Berlino o Barcellona: “Lì sono rinati con lo svago all’aperto, noi desertifichiamo”. I commercianti del quartiere, riuniti in chat su WhatsApp, avvertono: 

“Non siamo i gilet gialli, ma siamo pronti a bloccare tutto”. 

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