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Cazzeggi, Luciano Odorisio, Politica

May, ‘ncazzata abbestia, Juncker più de là che de qua e ‘a nebbulosa

Acceso scambio fra Theresa May, ‘ncazzata abbestia, e Jean Claude Juncker che ce stava e nun ce stava, al suo solito davanti al bancone degli aperitivi dove un solerte cameriere, già ‘mbriaco de suo, gli stava preparando un Manhattan, completo di ciliegina al maraschino, anzi due.

«A coso, come m’hai chiamata? » esordì Teheresina.

«Ma che, dichi a me?» girandosi sorpreso, il povero Juncker che già sentiva in bocca il sapore della ciliegina al maraschino.

«M’hai definita fumosa…ma fumosa de che?!» avvicinandosi aggressiva ‘nviperita.

«Ma mo me coj de sorpresa…me stavo a preparà un aperitivo…che ‘o voj puro te…» indicando il bancone come a scusarsi quasi, invitandola con un gesto galante a fasse ‘n bicchierino puro lei.

«Lassa perde’ l’aperitivi che già ‘n ce coj da sobbrio…allora? Che risponni? Vuoi a guera?»

«Ma che te stai a ‘nventà, nun l’ho mai fatto…» si affrettò a rispondere il politico lussemburghese, sempre più paonazzo, lanciando un HELP con gli occhi cespugliosi al giovane barman che continuava a sculettare agitando il cocktail a mò di maracas.

Dalle labiali la CNN ha poi ricostruito la canzoncina canticchiata sottovoce dal barman, tipo Wanda Osiris pe’ capisse:”Ciga ciga boom, ciga ciga boom…”

«Te giuro, me devi da crede…te pare che t’avrebbe chiamata fumosa…no…io volevo dire…»

«Che volevi dì…e te nun je dà da beve che je fa male…» bloccando al volo il barman canterino che stava finalmente versando il cocktail nel bicchiere.

Nun l’avesse mai fatto!!

«Scusa, amica mia, ma ‘n te potresti fa n’etto de cazzi tui?» ‘ncazzandosi a sua volta.

Tutto je se po’ fa a Juncker, ma bloccargli da beve’ è ‘n’azzardo.

«E me li faccio sì, me li faccio, mejo che nu’ bevi…allora? Che dichi?»

«Giuro che non l’ho mai fatto…c’è stato n’equivoco… la parola ‘nebulosa’ era riferita a ‘o stato der dibbattito nel Regno Unito. Ho seguito la discussione ai Comuni e nunn’ho capito un cazzo, cioè…per questo dicevo nebbuloso, nebbioso. Ha capito? Tutto chiaro? Posso beve mò?…»

«Nun me convinci, a coso…comunque statt’ attento a come parli che io che se me girano…»

«E nun fa così, ce ‘o sai che te vojo bene…te posso dà un bacino?»

«No, se t’avvicini me ‘mbriaghi…» ancora ‘ncazzata ‘a segaligna co’ sto caschetto stopposo biondastro.

«E su, un abbraccino, a distanza magara…io nun ce posso sta’ co’ sti litigi…pure co’ Conte uguale…avemo discusso, discusso, poi a’a fine se semo abbracciati…»

«Nunn’era Conte che hai abbracciato…»

«Nunn’era Conte?! E chi cazzo ho abbracciato?»

«Mi marito e difatti lui nun c’ha capito ‘na mazza de tutto er discorso der reddito di cittadinanza, ‘a flat tax…però nun t’ha detto gnente che c’avuto paura…c’avevi l’occhio pazzo…»

«Ma sa che te dico…ma vattela a pija ‘nder culo, va, te e tu marito…barman, damme l’aperitivo, cazzo!, che c’ho ‘a gola secca e mettici tre ciliegine!» girandosi al giovane suonatore di maracas, poi accostandosi con aria di riservatezza, a bassa voce, un bisbiglio, a non farsi sentire da altri:

«A Ciccio, ma chi cazz’è quella che stava tutta ‘ncazzata? Al momento nun me viene…»

«’A May…»

«Ecco chi era, cazzo, Theresina, c’hai raggione…me sembrava ‘na faccia conosciuta…ma il marito mo me sfugge…nunn’era Conte…»

«Nunn’era Conte…»

«’Na nebbulosa…» e Jean Claude se sparò il tanto sospirato Manhattan.

«Dammene ‘n’altro che questo m’ha fatto veni’ voja…»

E per farla un po’ più seria:

Dietro la tensione tra i due, però, ci sono questioni molto più sostanziali.

A riscaldare gli animi è stato il nuovo no dell’Unione europea a di Theresa May che chiedeva concessioni nell’accordo sulla Brexit per aiutarla a convincere il suo parlamento.

I 27 leader della Ue hanno rifiutato modifiche vincolanti, anche perché — ed è forse qui l’origine del fraintendimento — non avrebbero avuto da May risposte persuasive su cosa vuole veramente dall’Unione europeo. Finora il Parlamento inglese, infatti, non si è espresso chiaramente sul tipo di Brexit che cerca, e la May sta temporeggiando.

Al vertice di venerdì May è riuscita ad ottenere dalla Ue solo una dichiarazione politica che precisa il funzionamento del «backstop», il meccanismo di garanzia sulle frontiere aperte in Irlanda — motivo principale dell’opposizione del parlamento inglese — con l’impegno a fare di tutto perché non entri mai in vigore, ed eventualmente duri il meno possibile.

«Un passo avanti, perché è il primo vero chiarimento sul backstop», ha rivendicato la premier, che però ha dovuto riconoscere che resta ancora molto il lavoro da fare per rispondere alle preoccupazioni dei suoi parlamentari e far passare l’accordo.

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