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Luciano Odorisio, Politica

Paola Taverna:”Ora M5S più europeista e Tav inutile!”

Stralcio dell’intervista a Paola Taverna a cura di L. De Carolis per il FQ, 31-05-19

“(…)

“Abbiamo perso, ma non è un calo strutturale, il nostro zoccolo duro vale molto di più del 17 per cento. Però dobbiamo tornare ad ascoltare la gente, capire le loro nuove esigenze”. 

Di Maio è stato appena riconfermato capo politico dagli iscritti con l’80 per cento dei voti sulla piattaforma Rousseau. Cosa significa? 

Personalmente non avevo alcun dubbio sul risultato. Il problema non poteva certo essere una sola persona, ma gli eventuali errori di tutto il Movimento. Luigi non è mai stato messo in discussione, almeno da me. Forse abbiamo smarrito qualcosa, ma io non mi pento di nulla di quanto abbiamo fatto in questo anno di governo. Abbiamo realizzato grandi cose. 

Intanto però va notato come Roberto Fico non abbia partecipato alla votazione. “Sono sempre stato contrario alla politica che si identifica in una sola persona” ha spiegato. Che ne pensa? 

Roberto è una delle persone che hanno costruito il M5S. In assemblea lo aveva già detto: voleva che si riflettesse non su una singola persona ma sulle cose fatte e su quelle da fare. Sul percorso. 

E cosa va fatto? Perché è stata una disfatta, senatrice. Come mai è arrivata? 

Di sicuro abbiamo comunicato male e soprattutto poco quanto fatto in questo anno. E siamo stati fagocitati dalla comunicazione violenta di Matteo Salvini. Ci vuole tempo perché il cambiamento venga percepito. 

Siete voi che dovete farvi capire . 

La gente soffre ancora per i tanti errori dei governi precedenti, e molti ci hanno fatto sentire la loro incazzatura. 

A voi e non alla Lega: perché? 

Noi siamo stati molto responsabili, mentre Salvini si è comportato da contraente di minoranza, puntando su un paio di temi e di provvedimenti. La gente ha seguito i suoi slogan: ma il voto è volatile, e alcuni dei nostri non sono andati alle urne. 

Un problema rilevante, no?

Purtroppo le elezioni europee non vengono percepite come le Politiche. Ma io non mi autoassolvo: dovevamo farci sentire meglio, far capire quanto vogliamo ancora fare. Però abbiamo già realizzato lo Spazzacorrotti, il reddito di cittadinanza e i tagli alla casta. 

Non è bastato. 

Ci è arrivato un campanello d’allarme di cui tenere conto. Per questo sarei ben felice di lavorare in Parlamento su flat tax e autonomie, visto che la Lega ha ottenuto un buon risultato. Portino i provvedimenti alle Camere. 

Di Maio è un capo che fa tutto da solo e non delega, è l’accusa di tanti 5Stelle. Non crede che sia un vero nodo? 

Luigi ha molti incarichi ed enormi responsabilità, e spesso noi come gruppo abbiamo avvertito la sua mancanza. 

Gli hanno chiesto di rinunciare almeno a uno dei due ministeri. Concorda? 

Deve deciderlo lui, perché solo Luigi può valutare. Casomai gli va chiesto se ha bisogno di un aiuto come capo politico per immaginare i passi successivi del Movimento. E questo mi sento di suggerirlo. 

Si parla di un comitato di sette big, di cui lei farà parte. 

Ne ho sentito parlare, ma non ho mai avuto un momento di confronto su questo. Io sono sempre a disposizione. Di più non so. 

Dovete cambiare valori e parole d’ordine per ripartire? 

Forse è il momento di capire le nuove esigenze, le nuove richieste del Paese. Il mondo del lavoro cambia di continuo, con la robotizzazione. E poi c’è l’Europa, verso cui noi siamo stati sempre molto critici. Ma erano criticità provocate da una classe dirigente che aveva tradito l’ideale europeo. Salvini si pone come quello che afferma il nazionalismo. Invece io voglio rendere l’Italia un grande Paese che si afferma dentro l’Europa. 

Serve un Movimento più europeista . 

A mia opinione sì. E dobbiamo riprendere in mano il tema della cultura. 

Salvini ha detto che ora si aspetta “tanti sì” dal M5S. E il sì lo vuole anche per il Tav. Siete disposti a rinunciare a una vostra bandiera? 

Il dossier è nelle mani del presidente del Consiglio Conte, e non ho contezza degli sviluppo. Ma per noi il Tav rimane un’opera inutile. Ci sono ben altre priorità, in un Paese con Regioni senza veri collegamenti. 

In assemblea Fico, Morra e altri lo hanno detto: “Non si capisce più chi siamo”. 

La mancata comprensione dipende innanzitutto dalla comunicazione. Ma io so cosa siamo, i nostri pilastri restano la legalità, la lotta ai privilegi e l’ambiente. Però dobbiamo ridarci degli obiettivi. 

Il governo può andare avanti in queste condizioni di rissa continua? 

Noi saremo sempre fedeli a noi stessi, leali. Lo chieda all’altro contraente.”

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