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Cinema & Teatro, Luciano Odorisio, Politica

La Rai fra 5Stelle e Lega…e la riforma?

Stralcio di un articolo di Giovanni Valentini per ILFQ, 20-04-19

“(…)

È MANCATA, soprattutto, quella Grande Riforma radiotelevisiva che ormai invochiamo da troppo tempo, come fosse un prodigio soprannaturale o un evento catartico, per liberare la Rai dalla subalternità alla partitocrazia. 

Del resto, per quanto riguarda la Lega, questa non è una novità: al governo con Berlusconi fin dal 1994, il Carroccio ha partecipato in prima linea all’occupazione manu militari del servizio pubblico, sostenendo il duopolio e il regime televisivo in funzione degli interessi preminenti di Sua Emittenza. 

Né risulta che l’impavido Salvini abbia mai detto o fatto alcunché per dissociarsi da questa pratica inveterata. 

Ai 5Stelle bisogna dare atto invece di aver quantomeno indicato un amministratore delegato, nella persona di Fabrizio Salini, che corrisponde ai requisiti di professionalità e di esperienza. 

Quanto alle capacità, si potrà fare un bilancio alla fine del mandato. 

Ma intanto è legittimo difenderne la funzione e l’autonomia –come stanno facendo i rappresentanti del M5S nella Commissione di Vigilanza – di fronte alle interferenze del presidente Foa che tende a invadere la sfera delle sue competenze, dimenticando di avere un ruolo di garanzia a tutela di quel pluralismo che è il fondamento stesso del servizio pubblico. 

Basterebbe ricordargli che occupa quella poltrona in forza di un’investitura ricevuta da una forza politica (la Lega) che nell’attuale Parlamento rappresenta il 17 per cento. 

Senza dimenticare neppure che per la sua controversa elezione, ripetuta due volte dopo la prima bocciatura nella Commissione di Vigilanza, il deputato Michele Anzaldi (Pd) ha chiesto ripetutamente alla presidenza del Senato la verifica delle schede, finora senza risultato. 

Ma tant’è. 

Sull’onda del sovranismo, Foa si sente in diritto d’interpretare il proprio ruolo in modo autocratico ed egemonico. 

Ha ragione allora il pentastellato Gianluigi Paragone quando lo accusa di comportarsi come “l’amministratore delegato ombra”. 

E fa più che bene il vicepresidente della Vigilanza, Primo Di Nicola, a contestare la doppia nomina di Foa alla presidenza della Rai e di RaiCom, in forza della quale svolge incarichi operativi all’interno di una società controllata dalla stessa azienda. 

Non può stupire, dunque, che ora volino le scintille nelle file della maggioranza giallo-verde né che scoppi la lite al vertice del Tg1 fra il direttore Giuseppe Carboni (indicato dal M5S) e il suo vice Angelo Polimeno Bottai (espresso dalla Lega). 

È l’esito fatale di una lottizzazione che non ha nulla da invidiare a quelle precedenti.”

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