Luciano Odorisio, Politica

Un giocatore di nome Matteo Renzi…


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di Luciano Odorisio

 

È come un giocatore di poker che vuole rifarsi.

All’inizio della serata riesce ad assestare un paio di colpi ben azzeccati, si gasa, gli sembra di toccare il cielo con un dito, è il padrone del mondo, gestisce il tavolo con destrezza, battutine divertenti, a volta pugnalate a sfottere gli altri giocatori con sorrisini beffardi…

Talmente preso da se stesso da non accorgersi che fra gli altri c’è anche qualche serio professionista che lo studia, gli dà vantaggio per capire come gioca, i suoi punti deboli.

Lui beve, fuma…ride padrone del mondo, questa serata è sua e forse anche le altre.

Il vento soffia solo per lui.

Ma improvvisamente, la carta puttana gli si gira di culo.

E comincia a perdere.

Rilanci dopo rilanci e perde, perde, sprofondando in una spirale maledetta.

Non pensa neanche per un attimo che possa essere colpa sua, troppa sicurezza ostentata, forse avrà scoperto il fianco, no, la colpa è degli altri che sono solo “fortunati”.

A questo pensa mentre continua  a puntare e a perdere.

Arriva a firmare anche qualche “pagherò” per continuare a sfidare la sorte, convinto che prima o poi il vento possa tornare a soffiare sulle sue vele facendogli prendere di nuovo il largo.

Ma il vento è il vento.

Non parteggia, lui fa il suo lavoro, soffia e basta.

Il vento si fa i cazzi suoi.

E lui più gioca, più perde, più vuol rifarsi, più si accalora, sbuffa, suda, un altro bicchierino, è convinto di farcela, è accaduto all’inizio della serata, accadrà ancora.

Ma non accade.

E si vede quando tenta dei miseri bluff.

Da padrone del mondo ora appare nella sua pochezza di perdente.

Ostenta una sicurezza che non ha.

Diventa arrogante, vendicativo nei rilanci, ma brucia dentro.

È convinto, lo sa, che basterebbe poco, qualche mano ben giocata, per farlo ridiventare protagonista della serata.

Ma mente, come mente agli altri, amici del bar sotto casa, millantando la sua bravura di giocatore, mente anche a se stesso ora.

Non è un vero giocatore, è solo un mentitore.

È un mentitore seriale, goffo e ridicolo nelle sue smargiassate.

Ma lui è così.

Basterebbe una pausa di qualche giorno, il vento cambierebbe…forse.

La dea bendata tornerebbe a sorridergli… forse.

No!

Lui ha paura.

Ha paura di abbandonare il tavolo.

Ha paura che non lo facciano più sedere a quel tavolo.

Che nessuno lo chiami più a giocare.

Ha paura di essere dimenticato.

Che i riflettori si possano spegnere e il buio lo terrorizza.

Per lui il gioco, al quale si è preparato da ragazzino, cresciuto in ambienti maneggioni di provincia, è il solo scopo della sua vita.

Si è sempre vantato con gli amici che un giorno si sarebbe seduto ad un tavolo importante e avrebbe guadagnato la sua fortuna.

Un colpo ben dato e la “Ruota della fortuna” si sarebbe fermata sul suo nome.

E li avrebbe fatti ricchi tutti…il giovane e ardimentoso boy-scout.

Megalomane egoriferito, vittima di se stesso, con un ego impazzito, adoratore della sua immagine riflessa nello stagno. non si è accorto però che fra gli altri c’è anche qualche professionista, di quelli che sanno giocare veramente, che ti studiano in silenzio…e colpiscono feroci!

E lui più gioca per rifarsi, più perde…più gioca, più perde…

E perde perde perde perde perde…

Questa è la sua vita…

Luciano Odorisio

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