Luciano Odorisio, Politica

Fasciani: Draghi e i sobillatori…


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Sobillare indi pacificare di Pina Fasciani

Dopo aver sobillato il popolo, per due anni, contro i vaccini, contro le chiusure, contro le mascherine, contro il distanziamento, contro le sedie a rotelle, innanzitutto contro il governo Conte 2, con tutti i mezzi, con vere e proprie campagne d’odio, orchestrate con la Bestia e con dichiarazioni, a mezzo social, stampa, ecc., oggi si sobilla sul green pass.

Il green pass che dovrebbe essere il documento attestante la recuperata libertà di circolare, lavorare, vivere.

Invece, grazie ai sobillatori, è diventato il documento che attesta la perduta libertà ribaltando, con una contorsione truffaldina, la realtà. La contorsione sta nel fatto che in una pandemia, dove la morte è in ballo e la salute pubblica è a rischio nessuno è libero.

Il virus ci ha fatto tutti prigionieri, ci ha reso inermi e ci ha costretto a stare chiusi nelle nostre case per lungo tempo. Nessuno era più libero. 

Nella guerra contro il virus l’arma per tornare liberi è stato il vaccino e i vaccinati sono stati e sono l’esercito che ci consente oggi di mettere il muso fuori casa.

Chi ha disertato quell’esercito, al netto di chi non può vaccinarsi, oggi rivendica la libertà di autodeterminazione individuale, sapendo che quella richiesta di presunta libertà può comportare l’esplodere di nuovi contagi, visto che il virus ci mette due secondi per mutare, e mettere a rischio l’ancora precaria libertà per tutti.

Certo è legittimo rifiutare un trattamento sanitario, come è legittimo manifestare le proprie idee se non si concorda su decisioni ritenute ingiuste, ma quando il tutto sfocia nella pratica del ricatto e della violenza, non è più in ballo la legittimità del libero pensiero e la libertà individuale, su cui magari trovare mediazioni risolutive,  è in ballo qualcosa di più profondo.

È in ballo la coesione sociale del paese,  messa a rischio dall’aver tirato la corda troppo a lungo da parte dei sobillatori e da chi gli ha strizzato l’occhio con ambiguità, per una parte, e per interessato gioco politico per l’altra. 

Ora che i nodi vengono al pettine, con il previsto, prossimo venerdì nero, tutti sembrano preda dell’allarme e cercano di autoassolversi con le richieste di pacificazione. 

Una conversione ridicola.

Il green pass è diventato nei fatti lo spartiacque, il “casus belli” non già nella guerra al virus, ma nella guerra tra il sistema e l’antisistema. Nei fatti si è usciti dal terreno della lotta alla pandemia e si è entrati sul terreno “ideologico”.

Un salto pericoloso che i sobillatori, registi e protagonisti, hanno creato portandone sulle spalle l’ escusiva responsabilità. I fiancheggiatori, con la stampa di lor signori e dintorni, anche.

Non avete fatto un buon servizio al governo, non lo ha fatto neanche Draghi dandovi fiato in molti passaggi e ora rimettere la pasta dentro il tubetto del dentifricio è cosa ardua.

È evidente che il “sistema” va cambiato, che il malessere sociale deve trovare ascolto e trovare risposte concrete. Dopo anni di crisi, una dietro l’altra, questo sistema così com’è non funziona, non dà risposte. 

Allora voltate pagina e ponete riparo alle ingiustizie sociali, perché solo da lì può arrivare la pacificazione. 

E questo prima che le piazze del Popolo, i lavoratori, portuali, i trasportatori, ecc. siano lasciati nelle mani dei fascisti (che della giustizia sociale se ne impippano) e dei sobillatori. 

Altro che scenario di successo.

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