Luciano Odorisio, Politica

Zingaretti sul jobs act:”…entrare in una stagione nella quale dobbiamo avere il coraggio di riaprire stagioni…”…azz!

Lettere al Direttore, Il FQ, 30-7-19

MUTTLEY 

SE AUSPICO un’alleanza democratica tra Cinque stelle e Pd, non posso dimenticare il pungente articolo di Daniela Ranieri del 20 luglio.

In televisione Zingaretti è riuscito a dire sul Jobs Act: “Io credo che dobbiamo entrare in una stagione nella quale dobbiamo avere il coraggio di riaprire stagioni di innovazioni delle politiche, senza nessuna paura di aprire una discussione su dove questo Paese deve andare”. 

Trent’anni fa Michele Serra scriveva il mitico Nattango sul linguaggio enfatico ma vuoto del Partito comunista, da sempre all’opposizione… da allora abbiamo tutti i capelli bianchi ma le cose non cambiano! 

Risponde Daniela Ranieri

CARO LETTORE, abbiamo riportato per esteso e testualmente quella frase perché volevamo averla graficamente sotto gli occhi, tanto ci era sembrato incredibile ascoltare, in diretta Tv, un tale crescendo di insensatezze da parte di una persona tutto sommato seria. 

Lei ci vede un’eredità del linguaggio gassoso dei vecchi dirigenti del Pci. Non siamo d’accordo: ci riesce difficile immaginare gente rigorosa come Ingrao proferire frasi come quella abissalmente vuota di Zingaretti senza vergognarsene fino alla tomba; o lo stesso Natta (che ballava nudo sul “Tango” di Staino) promettere di “aprire stagioni di innovazioni delle politiche” senza causare l’immediata protesta e dissociazione di tutti i partiti comunisti del mondo.

L’altra differenza, che lei coglie, rispetto a oggi è che (forse per non fare un favore a Salvini) non esiste, nella stampa italiana, nessuno che osi denudare né tantomeno deridere “da sinistra” questa nefasta fumosità “qualcosista” dei dirigenti del Pd, i quali hanno peraltro e comprensibilmente svariati motivi di coprire il sostanziale nulla politico con un conseguente livello zero linguistico. 

Al contrario di quel che il giovane Attila scalatore del Pd e autore del Jobs Act ha sempre professato, la catastrofe del Pd non è tanto comunicativa, quanto puramente politica (rem tene, verba sequentur: possiedi i fatti, le parole seguiranno, diceva quello); e il suo crollo non è solo elettorale, ma anche e soprattutto valoriale. 

Zingaretti non ha mai fatto abiura o pronunciato parole nette rispetto ai gravi attentati al lavoro (e alla Scuola, aggiungiamo) perpetrati dai suoi predecessori; è secondo noi un Papa ad interim, una specie di segretario di transizione tra il disastro e la morte clinica.

Facebook Comments

Write a comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: