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Luciano Odorisio, Politica

Zingaretti rincorre i 5S col fiatone…dal salario minimo ai rider

Zingaretti rincorre i 5S col fiatone…dal salario ai rider

Stralcio di un articolo di Salvatore Cannavò per Il FQ, 09-05-19

“(…)

Zingaretti, nel suo modo prudente, ammette che in questi venti anni “ha prevalso l’assillo del governo” per poi riconoscere “il nostro progressivo distacco dalle classi subalterne” e l’incapacità per la sinistra a mantenere “l’elaborazione di un pensiero critico”. 

IL RITARDO ACCUMULATO potrebbe rendere vane le ammissioni a posteriori. Soprattutto se il cammino si fa incerto. 

Prendiamo la questione del salario minimo. 

Su questo punto, il tavolo di pochi giorni fa tra il governo e Cgil, Cisl e Uil ha registrato l’apprezzamento di quest’ultimi per l’indicazione, nel progetto di legge, dei minimi retributivi fissati nei contratti collettivi come limite invalicabile. 

Diverso il caso per coloro che un contratto non ce l’hanno, circa il 21% della forza occupata, e per cui la legge in discussione prevede un minimo di 9 euro lordi l’ora, (con esclusione, per ora, delle colf e badanti). 

Il Pd aveva presentato in prima battuta, con il senatore Mauro Laus, un disegno di legge che prevedeva 9 euro netti l’ora e già in questa indicazione così ottimistica si intravedeva l’in consis enza della proposta. 

A marzo c’è stato un nuovo disegno di legge, il 1132, del senatore Nannicini, ma senza ritirare il precedente, che fa tesoro delle critiche e interviene sulla definizione di salario minimo, sulla rappresentanza e sulla rappresentatività, raccogliendo le richieste della Cgil. 

In questo caso, quindi, il Pd ha rincorso il M5S il quale ha il vantaggio di trattare con i sindacati dalla postazione del governo. 

Si vedrà quale sarà il punto di caduta: Cgil, Cisl e Uil non vorrebbero fissare alcun minimo salariale sostenendo che una definizione legislativa consentirebbe, anche in sede giudiziale, l’aggiramento dei minimi contrattuali. 

Il M5S accoglie la centralità del contratto collettivo – lo faceva già in sede di prima presentazione del disegno di legge della sua senatrice già esperta, Nunzia Catalfo – ma vuole coprire anche la quota di lavoratori che da quei contratti non sono coperti. Altro terreno di competizione è quello dei rider . 

Di Maio aveva iniziato il suo mandato al ministero del Lavoro convocando i “fattorini”, ma poi non è riuscito a produrre nessun intervento legislativo, vuoi per fattori tecnici, vuoi per scarsa convinzione. 

ZINGARETTI HA CERCATO la mossa a sorpresa approvando una legge regionale per la tutela dei lavoratori digitali. 

Qui, il punto dirimente è stabilire se si tratti di lavoratori dipendenti, con le relative garanzie, o, invece, come stabilito finora da due sentenze del Tribunale, di lavoratori autonomi.”

E a proposito della proposta Zanda, poi ritirata:

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