Luciano Odorisio, Politica

Un popolo senza più paladini


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Ancora una volta Oina ci aiuta a riflettere sulla nostra situazione:

“Per il bene del popolo italiano.

Concordo con chi afferma che con il voto del 4 marzo prima e la tragedia di Genova subito dopo qualcosa di profondo è accaduto in questo Paese.

Qualcosa che ha posto le premesse di una nuova fase della politica italiana definitiva e inedita .

Definitiva perché un intero popolo si è sentito tradito dopo anni di promesse inevase arrivando a un punto di rottura.

Inedita perché quel popolo si rivolge a chiunque non appartenga a quel passato, a chi prende le distanze e si fa interprete di quella rottura. Salvini perché ha preso le distanze da Berlusconi, Di Maio perché ritenuto nuovo nella gestione del potere e quindi meritevole di fiducia.

Chiunque purché mostri un “sentimento” contrario a ciò che c’era prima, purché dimostri di andare “contro” quelli che, a torto o a ragione, sono ritenuti responsabili dei disastri di questo paese, è sostenuto e applaudito.

Non si ascoltano più le ragioni, le verità, neanche palesi. Si ascoltano solo parole di condanna definitive. In aria aleggia la vendetta.

Dobbiamo dircelo: sul tavolo degli imputati c’è la sinistra, tutta.
C’è il PD ormai assolutamente inviso, c’è la sinistra dispersa, ritenuta ininfluente e marginale.

Ci si affida e si confida nei nuovi paladini del popolo.

Io ho molti dubbi su questi paladini, l’ho scritto più volte, uno dei tanti è quello di tenere i piedi in due staffe tra popolo e sistema, in una ambiguità mai chiarita, opaca. Ambiguita’ utile e da utilizzare secondo il momento, ma è un fatto che loro in questo momento hanno un credito che la sinistra non ha.

Allora mi viene di pensare a questo popolo, a cosa si aspetta, in cosa speri.
Se si aspetta un cambio nella abolizione delle diseguaglianze, un cambio nella gestione della cosa pubblica, nella giustizia sociale , allora non deve fermarsi a consegnare carta bianca ai nuovi paladini.

Non deve affidarsi ciecamente senza chiedere conto di quello che fanno. Deve vigilare affinché ciò che si promette corrisponda alla realtà. Deve uscire dalla rabbia e trasformarla in nuova consapevolezza.

Non bisogna fare più l’errore secondo cui i paladini salvano il Paese consegnando il proprio destino nelle loro mani. La storia sia quella recente che quella tragicamente passata ci dice che così non funziona.

Allora mi auguro che questa fase politica possa essere per questo popolo un momento di crescita in consapevolezza, in ruolo e funzione.

La sinistra dovrebbe collocarsi qui, dentro questo processo, ricostruendo le basi per un agire comune e riconnettersi con quel sentimento perduto di reciproca fiducia, costruendo l’oggi per proiettarlo nel futuro.

Non saranno i Congressi, non saranno i cambi di nome a salvare ciò che resta della sinistra. Sarà l’amore e la cura che avremo di questo popolo a restituirci credibilità. Scorciatoie non esistono.”

Pina Fasciani

Pina Fasciani
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