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Politica

“Sovranismo” o “Ultraliberismo?” – “Rompere le catene…” di Pina Fasciani

Continuo a pubblicare volentieri le riflessioni di Pina Fasciani che con i suoi interventi lucidi e disincantati, soprattutto appassionati, dà un serio contributo alla rinascita di una nuova sinistra:

“Leggo articoli commenti, riflessioni, sull’attualità politica. Un dibattito tutto incentrato su due temi contrapposti . Il “sovranismo nazionale” e “ultraliberismo globalista“.

Su di essi si polemizza, si scomodano “padri teorici” di destra e di sinistra.

Un dibattito che da una parte rispolvera concetti come Patria, come Nazione, come realtà unica, fonte di identità e pertanto luogo di senso e luogo di autentica sovranità di popolo.

Dall’altra si ribadisce e si amplifica il globalismo , quale realtà incontrovertibile, che elimina confini, apre scambi, prospettive, laddove il popolo si colloca non come identità , ma come forza da mobilitare nel mondo aperto , capace di confrontarsi senza limiti, libera da vincoli statuali.

Due pensieri che sembrano riassumere in sé il mondo che abbiamo, la realtà che viviamo, collocando lo scontro dentro questi due canali.

Canali all’apparenza alternativi, ma che a ben guardare sono strettamente correlati.

Se il globalismo ha depresso la libertà dei singoli Stati, il Nazionalismo intende, per reazione, rafforzare l’idea di Stato, di Patria.

Due facce della stessa medaglia.

Una medaglia che però non ha più valore, per il disastro che abbiamo davanti.

Non lo ha il globalismo, che pur avendo liberato dalla fame milioni di uomini, ha di fatto garantito l’accumularsi di immani ricchezze solo tra pochi, producendo diseguaglianze spaventose.

Non lo ha il Nazionalismo, che pur tutelando le identità dei singoli popoli, li imprigiona in confini isolazionisti, difensivi, autarchici.

Di fatto riproponendo , se non saggiamente governate, derive pericolose, visioni etniche, di razza, quando non palesemente antidemocratiche.

È la medaglia che va cambiata.

Va cambiato il mondo, va ripensato.

La sfida è questa.

La sinistra, storicamente battuta e indebolita, deve, pena la sua scomparsa , sopratutto in Europa e in Italia, ridisegnare il mondo.

Riprendere in mano il destino di milioni di uomini e di donne per ridargli valore e speranza.

Non saranno le unità fittizie a ridare forza alla sinistra, saranno i contenuti e gli obiettivi a farlo.

Sarà la capacità di intervenire e migliorare le condizioni di vita delle persone , ovunque esse siano, qualunque colore esse abbiano, di qualunque fede religiosa esse siano, a qualunque sesso appartengano .

Bisogna rompere le catene, una sopra a tutto, quella di chi nasce povero e muore povero, senza possibilità di riscatto.

Il resto viene da sé.”

Pina Fasciani

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