Politica

IL sofferto abbandono di Pina Fasciani


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Di abbandoni e dintorni. La storia. Come si formano le idee.

Sapete tutti che FB ogni mattina vi propone la lista di quello che avete scritto negli anni precedenti.

Mi fa quasi tenerezza rileggere i miei post sul sostegno alla nascita del PD, poi via via scemata con il PD di Renzi fino a arrivare al mio abbandono nel 2015.

Un percorso doloroso che mi ha proiettato in un limbo a me sconosciuto, quello dei senza tessera, senza terreno sotto i piedi.

È stato un processo lungo, fatto di riflessioni, delusioni. Ciò che provavo era un crescente sentimento di estraneità che si è palesato plasticamente nella immagine della consegna del campanellino di Enrico Letta a Matteo Renzi.”

Lo stai sereno” del giorno prima per me ha rappresentato uno spartiacque sul piano politico e simbolico.

Quel Partito non mi coincideva più, mi produceva più vuoti che spinta, una sensazione di perdita continua, sul piano politico e valoriale.

Allora in quel vuoto ho deciso, anche per non negare la mia passione politica, per ridare senso a anni di impegno che bisognasse ripartire dall’ABC e mi sono buttata a capofitto nella costruzione del comitato ConSenso a Pescara, comitati lanciati da Guido Calvi e Massimo D’Alema, per dire NO al referendum sulla Costituzione.

Il NO ha vinto, molti degli iscritti PD, delusi come me parteciparono a quella straordinaria battaglia. Molti anche di altre provenienze, cattolici,socialisti vi parteciparono convinti.

Una forza che si ritrovava sotto la bandiera della Costituzione. Quella forza, ecco il salto politico, non andava dispersa, ma tradotta per ricomporre un mondo di sinistra disperso, sgomento.
La scissione del PD ne fu il principio.
I Comitati ConSenso per il NO non vennero sciolti ma diventarono la base di partenza per la nascita di Articolo 1 MdP .

Da una scissione nasceva una ricomposizione su un progetto politico chiaro, chiamare a raccolta chi aveva abbandonato e ridare una prospettiva di sinistra democratica al Paese.

Insieme a SEL e insieme a un mondo socialista e cattolico disperso, cominciammo questa inedita e straordinaria avventura. Una nuova fase di impegno, costruire il programma, darci una riconoscibile identità,aprire un confronto inclusivo con le altre forze di sinistra, riconoscendone la pari dignità, darci una organizzazione, costituendo comitati promotori ovunque e adesioni, tesseramento.

Avevo di nuovo la tessera, quella di Articolo 1, ero uscita dal limbo.

Poi lo sapete, la faticosa fase con Pisapia , fino a arrivare a oggi , alla apertura della campagna elettorale. Un appuntamento che e ci mette alla prova.

La decisione di rimettere insieme le forze di sinistra è sancita soltanto il 3 dicembre scorso. È nato quel giorno la lista unitaria Liberi e Uguali con Sinistra Italiana, Possibile, Articolo 1.

Un cartello unitario al momento che si auspica diventi progetto politico unitario dopo le elezioni.

Pietro Grasso si è assunto la responsabilità di rappresentarlo, con la sua storia cristallina, i suoi alti valori morali.

Una bella storia, densa, intensa, che va rafforzata, consolidata, diretta.
Gli inciampi sono molti, ma un processo si è aperto.

Proprio dai processi ,nutriti dalla realtà, nascono le idee, quelle durature, quelle che incidono sulla storia.

Il percorso iniziato nasce dall’idea che il Paese ha bisogno di sinistra, ha bisogno del nostro ruolo storico, quello per cui siamo nati .

Battere le ingiustizie sociali, realizzare un benessere diffuso, per ripristinare equità, e restituire ai molti vite dignitose.

Io continuo a pensare che chi è radicato in questo obiettivo trova le strade,anche in condizioni difficili, anche con gli ostacoli, per realizzarlo.

Gli stormir di fronda non basteranno a fermarlo e indebolirlo, nulla ferma l’acqua che scorre nel fiume delle ingiustizie.

Pina Fasciani

#iovotoliberieuguali

 

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