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Luciano Odorisio, Politica

Si è difeso strenuamente sparandogli alle spalle e dal balcone

di A. Giambartolomei per Il FQ, 12-6-19

IL QUADRO potrebbe cambiare. 

Da legittima difesa a omicidio.

L’autopsia sul cadavere di Ion Stavile, moldavo 24enne, ha fornito elementi che non collimano con le prime parziali ricostruzioni degli inquirenti su quanto avvenuto alle 4 del mattino di venerdì a Pavone Canavese (Torino), dove Marcellino “Franco” Iachi Bonvin, tabaccaio 67enne, ha ucciso uno dei tre ladri incappucciati entrati nel suo negozio. 

Il proiettile che ha provocato la morte di Stavila è entrato dalla schiena, all’altezza della scapola destra, ha attraversato il cuore ed è uscito dal petto, leggermente più in basso. 

Lo ha stabilito il medico legale Roberto Testi che ieri mattina ha eseguito, su incarico della Procura di Ivrea, l’autopsia in presenza del medico Lorenzo Varetto nominato dalla difesa di Iachi Bonvin, l’avvocato Sara Rore Lazzaro. 

Quella traiettoria del proiettile potrebbe essere compatibile con un colpo esploso dall’alto, ad esempio dal balcone, dove alcuni testimoni avrebbero visto Iachi Bonvin dopo aver udito gli spari. In questo modo la posizione del tabaccaio, indagato di eccesso colposo di legittima difesa, rischia di aggravarsi. 

Resta cauta la Procura di Ivrea, guidata da Giuseppe Ferrando, in attesa delle analisi balistiche e dell’interrogatorio del tabaccaio che finora si è avvalso della facoltà di non rispondere. 

Era la notte di venerdì quando è scattato l’allarme della tabaccheria in via Torino 4. 

L’uomo, che tra il 2004 e il 2014 aveva subito ben sette furti, si è svegliato, ha preso la sua pistola (regolarmente detenuta) ed è andato a verificare. Secondo una prima ricostruzione, Iachi Bonvin è sceso dal suo appartamento, al primo piano di uno stabile, per andare nel negozio al piano inferiore. 

Qui si sarebbe trovato davanti a tre ladri incappucciati che “armati” di un palanchino, usato per forzare l’ingresso, stavano portando via una macchinetta cambiasoldi. 

Il 67enne ha sparato, non si sa ancora quanti colpi (l’arma può contenere sette proiettili, ma la polizia scientifica ne ha trovati soltanto tre), e ha colpito uno dei tre, mentre gli altri scappavano. 

La vittima è poi caduta a una decina di metri dalla tabaccheria senza lasciare una scia di sangue: questo elemento potrebbe dimostrare che i ladri erano già distanti dal negozio oppure che il colpo ha permesso a Stavila di compiere qualche passo prima di spirare, aspetto che tornerebbe a vantaggio dell’indagato. 

Se il colpo fosse stato sparato da distanza ravvicinata mentre il ladro era nel negozio, allora potrebbe essere applicata la nuova norma che ritiene legittima la difesa fatta in “ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale”. 

Ma se il tabaccaio fosse stato sul balcone e il ladro distante, la situazione cambierebbe. “Allo stato, da parte nostra non c’è nessuna lettura dei fatti – spiega l’avvocato Rore Lazzaro –. 

Le indagini sono in corso e non ci sbilanciamo. Il mio assistito soffre umanamente”. 

Ieri sera il tabaccaio ha ricevuto la solidarietà dei concittadini e delle forze politiche che hanno partecipato a una fiaccolata organizzata dai commercianti. “Sono e sarò sempre a fianco dell’aggredito e mai dell’aggressore”, ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Salvini.”

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