Luciano Odorisio, Politica

Renzi-Zingaretti: è GUERRA!!! E Cerno propone un governo “rock”!


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di Ilaria Proietti per Il FQ, 21-8-19

Il Pd è ora a un bivio. 

Perchè già nella direzione di oggi alle 11 al Nazareno si capirà l’aria che tira: al segretario dem, Nicola Zingaretti – è l’analisi condivisa da tutti – va conferito pieno mandato a gestire le consultazioni al Quirinale dopo le dimissioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. 

Ci sono ancora, però, profonde divisioni su quali debbano essere le “condizioni di discontinuità”che il Movimento 5 Stelle dovrà garantire dopo la fine del governo di cui è stato parte fino a ieri insieme alla Lega e che saranno la base per il confronto con Sergio Mattarella. 

TRA LA NOTTEdi lunedì e martedì, per la prima volta Zingaretti e Luigi Di Maio si sono sentiti al telefono: un abboccamento a poche ore dalle comunicazioni di ieri al Senato di Conte che non è servito a risolvere il rebus della praticabilità di un progetto comune che scongiuri l’ipotesi di un ritorno alle urne. 

“Che sono ancora l’opzione più forte” dice Pier Ferdinando Casini, un decano delle aule parlamentari. 

E che però sa “quanto siano ancora importanti per il Pd voci come quella di Romano Prodi, che ha benedetto l’alleanza larga di salvezza nazionale” contro la deriva salviniana: “In un governo del genere vanno inclusi proprio i Di Maio che sono più pericolosi fuori che dentro un esecutivo che nasca in questa prospettiva”. 

E Giuseppe Conte? “Ha fatto un discorso da 9 e mezzo” chiosa Casini che fa eco ad altri senatori dem che si azzardano a definirlo “mattarelliano” e quindi per definizione assolutamente condivisibile.

Sono quelli però, la stragrande maggioranza tra renziani e franceschiniani, che vogliono che la nave delle trattative non si areni prima ancora di partire.

Zingaretti invece, pur apprezzandone la grammatica istituzionale, ha giudicato il discorso di Conte “autoassolutorio” e la sua presa di distanze da Salvini, tardiva: “All’elenco delle cose fatte non può non seguire l’elenco dei disastri prodotti in economia, sul lavoro, sulla crescita, sullo sviluppo (competenze del ministro Di Maio, ndr). Questo è il vero motivo del pantano nel quale l’Italia è finita. Qualsiasi nuova fase politica non può non partire dal riconoscimento di questi limiti strutturali di quanto avvenuto in questi mesi”dice senza escludere la possibilità di verificare “se ci sono altre ipotesi di maggioranze”. 

Ma chi deve rispondere alle sollecitazioni di Zingaretti? 

Per Massimiliano Smeriglio questo compito spetta a “Conte, come leader 5 Stelle più che come premier. Anche tenendo in considerazione, come fa Valeria Fedeli, altra voce nobile del Pd fedelissima del presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, che del discorso del presidente del Consiglio dimissionario “va apprezzato l’att accamento all’Europa che invece Salvini considera come un padrone di cui liberarsi”. 

Tommaso Cerno che è diventato un idolo per i 5 Stelle dopo aver votato con loro la mozione no Tav, butta lì una soluzione pop: “Bisogna riportare le lancette dell’orologio al 4 marzo 2018 per fare un governo rock buono per una nuova stagione e non perchè ci sia da sostituire Salvini. Se no, meglio le urne”. 

E MATTEO RENZI? 

Fa Matteo Renzi: al Senato è intervenuto a nome del Pd dopo gli interventi di Conte e Salvini e si è speso per la causa di un governo istituzionale che disinneschi le emergenze economiche e poi tra qualche mese porti il Paese alle urne. 

Insomma ha continuato a dare la linea, forte di un gruppo parlamentare che è in gran parte di sua diretta espressione e che compattamente si spenderà per un governo di breve termine che fa a cazzotti con l’idea di Zingaretti, il quale ha già detto di essere disponibile a sedersi al tavolo delle trattative solo per dare vita a un governo di legislatura. 

Ora la differenza di prospettiva del segretario e dell’ex (che è sospettato di voler comprare tempo per poi far saltare il banco non appena sarà pronto a spiccare il volo con un partito tutto suo e poi sfidare all’uno contro uno l’altro Matteo) non è di poco conto. 

E terrà banco nei conciliaboli di oggi al Nazareno specie dopo che Renzi a Palazzo Madama, oltre a dire che di entrare in un governo con i 5 Stelle non ci pensa minimamente, ha pure denunciato le “connivenze” all’interno del suo partito che favorirebbero il progetto salviniano di portare in questo momento il Paese alle urne. 

C’è chi come Francesco Boccia gli ha chiesto di scusarsi. 

Ma lui, al solito, tira dritto per la sua strada

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