Cinema & Teatro, Luciano Odorisio

Quando Ingrid Bergman scrisse a Roberto Rossellini…


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Robert Capa

Seguendo i consigli di Robert Capa, col quale ebbe una breve relazione, la giovane Ingrid cominciò ad interessarsi ad un nuovo modo di fare cinema, quello europeo.

Un’Europa ormai libera dalla dominazione nazista.

E vide “Roma, città aperta”.

E ne fu folgorata.

Vide anche “Paisà”…e s’innamorò del “Neorealismo”.

E pensò che quello dovesse essere il suo cinema e Roberto Rossellini il suo regista.

Prese carta e penna e gli scrisse.

 

“Aprile 1948

Caro Signor Rossellini,
ho visto i suoi film Roma città aperta e Paisà e li ho apprezzati moltissimo. Se ha bisogno di un’attrice svedese che parla inglese molto bene, che non ha dimenticato il suo tedesco, non si fa quasi capire in francese, e in italiano sa dire solo ‘ti amo’, sono pronta a venire in Italia per lavorare con lei.”

In  quel periodo Rossellini aveva un progetto nel cassetto destinato alla sua compagna, Anna Magnani, ma non poteva lasciarsi sfuggire quella occasione.

Era la protagonista di “Casablanca”, “Dottor Jekill & Mr. Hyde”, “Per chi suona la campana”,“Notorius”

Ricevette la lettera proprio il giorno del suo compleanno, 7 Maggio 1948, quale regalo migliore, 42 anni.

Si precipitò a Parigi dove Ingrid stava girando Il peccato di “Il peccato di Lady Considine” di Alfred Hitchcock e le portò il copione di “Stromboli, Terra di Dio”.

E lei accettò.

Rossellini riuscì ad ottenere, grazie alla notorietà di lei, anche un finanziamento da Howard Hughes, e il resto è leggenda…buona visione

 

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