Luciano Odorisio, Politica

Ponte Morandi: rabbia e lacrime e fischi…scazzo Di Maio-Toti


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Rabbia, lacrime e fischi dalle tribune del Consiglio regionale a Genova.

A tre settimane dal crollo del ponte Morandi, la seduta congiunta dei consigli comunale e regionale sul tema è diventata teatro della prima contestazione nei confronti delle istituzioni locali da parte degli sfollati della zona rossa.

E si accende la polemica tra Luigi Di Maio e Giovanni Toti che invita l’esecutivo a non esternare ma ad agire:

«Se i soldi sono pochi, li aumenti».

«Non ci potete trattare come cani cui buttare l’osso», hanno urlato gli sfollati e hanno siglato l’intervento del governatore Toti con “Rispetto, Rispetto!”

E ha aggiunto una donna, gridando:

«Veniamo prima noi delle imprese e della viabilità, ci siamo prima noi, vogliamo la casa. Abbiate la stessa considerazione che avete avuto per Ansaldo Energia»

La protesta è stata organizzata per denunciare l’incertezza sui tempi di consegna delle nuove abitazioni e l’impossibilità di recuperare gli effetti personali dai palazzi sotto al troncone est del viadotto. I cittadini hanno anche distribuito un volantino con scritto:

«Quelli di ponte Morandi – 50 anni di servitù, 2 settimane di disagi e sofferenze, rivogliamo un futuro».

«Vi capisco, ma dobbiamo cercare di lavorare insieme. Dal 14 agosto dormo quattro ore per notte per affrontare l’emergenza, è una prova durissima che va vinta con cervello e cuore». È intervenuto il sindaco Marco Bucci e promette:

«Pensavamo di darvi una casa entro novembre, invece probabilmente ci riusciremo entro fine settembre».

E si accende il botta e risposta Di Maio-Toti:

Di Maio:

Gli sfollati «hanno perfettamente ragione. Non si può lasciare la gente in Italia in balia delle elemosine di Autostrade. Stiamo mettendo a punto un decreto urgente che, oltre al problema di tante persone abbandonate in Italia come i terremotati di Ischia e del Centro Italia, affronti anche il tema di Genova e soprattutto di coloro che sono sfollati e hanno diritto ad una casa».

Toti:

« Caro Luigi Di Maio, ma a Genova ci sei pure venuto, come fai a dire queste cose? Le famiglie che hanno dovuto abbandonare le loro case stanno tutte avendo un alloggio pubblico. E a tempo di record, grazie a Comune e Regione. I soldi che ricevono sono quelli decisi dal Governo, quindi da Di Maio stesso. Se pensa che siano pochi…li aumenti subito, noi siamo più che d’accordo»-

E aggiunge:

«Mentre lei esternava alla stampa, il sindaco ed io eravamo riuniti con gli sfollati, per chiarire tutti i dubbi e le comprensibili apprensioni. Per aiutare Genova servono meno polemiche e più fatti concreti. Noi aspettiamo le leggi che ci consentano di aprire e accelerare cantieri, risarcire cittadini e imprese, e ricostruire il ponte!»

E aggiungo io:

Spero solo che facciano presto, spero in un gesto di discontinuità rispetto al passato.

Forza Di Maio, forza Toti, forza Bucci…chi ha perso tutto non può aspettare un minuto di più!

ECCO LA SIMULAZIONE DEL CROLLO:

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