Luciano Odorisio, Politica

Pina Fasciani:”About Draghi o della restaurazione”


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di Pina Fasciani, 12.03.2021

E il cerchio si chiude… 

Guardate e ascoltate i giornalisti zelanti di lor signori in TV in questi giorni. Fateci caso. Le loro facce sono visibilmente soddisfatte, sorrisetti, battutine, occhiate furbe e affermazioni esaltanti per questo governo, per i miracoli in corso, per la svolta, il cambio di passo, ci manca solo lo scioglimento del sangue di San Gennaro. 

 È evidente che hanno portato a termine con successo ciò che erano preposti a fare. Usare i giornali, ma in particolare le tv per “orientare” il popolo bue, demolire il governo Conte e far passare la soluzione Draghi. Una operazione che è partita appena sono entrati in ballo i miliardi del Ricovery plan. Esattamente dall’estate 2020. Da allora si sono messi in moto. 

Tra  le argomentazioni che oggi costoro utilizzano c’è n’è una  che dovrebbe farci riflettere, e cioè che con il Governo Draghi la politica ha perso, perché incapace di dare risposte alla pandemia e alla crisi. Un fallimento. 

È chiaramente un attacco al governo precedente ,  alle alleanze PD, 5S, Leu, ma anche un attacco alla politica in generale, quindi antipolitica, che scarnifica fino all’osso, diventando evidente, il concetto dell’uomo solo al comando, dell’uomo salvatore della patria, capace di spazzare via crisi e pandemie. La politica diventa un orpello inservibile, una chiacchiera morta. Basta mediazioni, basta confronti, basta idee alternative, basta alleanze. Ciò di cui si nutre la democrazia, della politica appunto, con le sue pratiche, organizzazioni, obiettivi, idee, deve sparire, deve “normalizzarsi” e lasciare il posto a chi sa e sa fare.

 Tutto spinge verso una unica soluzione, spegnere velleità di “alternanza”, competizioni, e spingere verso soluzioni oligarchiche. Si oligarchiche, ovvero di quel grumo di interessi “particolari”, opachi, di quei gruppi di potere, da sempre privilegiati e influenti, che rinserrano le file in vista del bottino del Ricovery Plan. Una chiamata alle armi del “potere che si riprende il potere” (cit.). 

Il colpo di mano, iniziale, è diventato un colpo di stato “bianco”, dove tutti, da un anno hanno giocato una parte. Renzi testa d’ariete, certi giornalisti  megafoni e divulgatori, intere corporazioni mobilitate, e mettiamoci anche le nomine militari. Tutti  hanno avuto un ruolo per giungere fin qui, tutti hanno giocato sporco, per abbattere Conte, segare l’alleanza PD, M5s e Leu, e  ripristinare poteri minacciati.

Il silenzio non è casuale, fa parte della strategia. Preparare, questa volta si, con il favore delle tenebre, soluzioni consone a questo disegno, tipico della destra finanziaria.

Rimangono solo due punti aperti. La “normalizzazione” del PD, la lega è già normalizzata, e il prossimo Presidente della Repubblica.

Sul PD vedremo domenica, se si registra un sussulto, una svolta che dia un segnale di ribellione a questo golpe. Altrimenti sarà anche lì “normalizzazione” e temo, per come si muovono le cose, sia così. 

Per il Presidente della Repubblica non mi stupirei, in questo contesto, che si torni a parlare di Repubblica Presidenziale…. 

La destra nei fatti è già seduta lì, al governo. Le disuguaglianze, la giustizia sociale, un mondo migliore e più giusto, possono aspettare. Dal banchetto del Ricovery Plan qualche briciola cadrà e qualche piatto di lenticchie verrà distribuito. Ma non pensate al cambiamento perché qui siamo alla restaurazione.

E il cerchio si chiude.

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