Luciano Odorisio

PADELLARO:”Dietro la gogna per i 5Stelle sorge l’alba dorata di…”


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Mario Monti

“Dietro la gogna per i 5Stelle sorge l’alba dorata di Salvini”

 

MARIO MONTI INTERVISTATO DA FEDERICO FUBINI SUL “CORRIERE DELLA SERA” DICEVA:

“AI MIEI OCCHI Salvini ha in sé due vene di pericolosità che i 5Stelle non hanno: l’avversione all’Europa e una sorprendente capacità di impartire agli italiani un corso quotidiano di diseducazione civica. Non è poco”.

Antonio Padellaro

PADELLARO RISPONDE:

LAURA CASTELLI, sicuramente, dovrebbe prepararsi meglio quando va in tv a parlare di questioni serie come lo spread o il reddito di cittadinanza.

Luigi Di Maio è certamente una persona perbene ma il danno d’immagine da lui subìto per effetto dei comportamenti paterni è sotto gli occhi di tutti.

Detto ciò, il massacro mediatico-ossessivo a cui i ministri M5S vengono sottoposti un giorno sì e l’altro pure presenta una spiegazione logica e un’altra apparentemente illogica.

Che quotidiani come il “Giornale” o “Libero” o “il Foglio” si accaniscano nella derisione dei 5Stelle trova la sua ragion d’essere nella crescente pressione esercitata su Matteo Salvini da parte della destra economica e viscerale di cui quella stampa a vario titolo si fa portavoce.

Affinché la Lega rompa al più presto il patto di governo con il pernicioso movimento per dare l’assalto a Palazzo Chigi, alla guida del caro, vecchio centrodestra (e magari con la benedizione di Renzi e dei renziani in sonno).

Sallusti

Una prospettiva che (lo diciamo con una certa invidia) ha visibilmente ringiovanito Alessandro Sallusti, tornato dopo lunga mestizia alle vecchie, care maniere forti della casa.

Come ai bei tempi del Berlusconi imperante quando bastavano i calzini turchesi di un magistrato per giudicarlo “stravagante” e dunque inadatto a giudicare il capo.

Più difficile invece da comprendere la continua, martellante delegittimazione dei 5Stelle da parte di quella parte dell’informazione (illuminata, progressista, democratica, antifascista o come preferite).

Che pure ha individuato nel ministro della paura Salvini il pericolo pubblico numero uno.

Il campione del “pensiero radical-xenofobo della nuova destra italiana” (“Repubblica”), perfino accomunato all’Alba dorata dei neofascisti greci.

Ora, per quanto sia il raccapriccio che le gaffe della Castelli o le furbate paesane di babbo Di Maio provochino nei delicatissimi stomaci democratici e antifascisti – disposti però a ingoiarsi senza bicarbonato l’ex Cavaliere con tutti i suoi processi, anzi a “firmare con il sangue” (Sandro Veronesi) per un suo ritorno – pur tuttavia i conti non tornano.

Punto primo, perché l’eccesso di gogna può involontariamente produrre il cosiddetto effetto Spelacchio (dall’albero natalizio della giunta Raggi così inadeguato e scalognato da suscitare vasta simpatia tra le persone normali).

Secondo poi, in questa sofisticata strategia, eliminati gli orridi grillini così rustici e cheap, non v’è chi non veda che, senza più ostacolo alcuno, l’alba dorata di Salvini potrebbe sorgere libera e gioconda nell’italico cielo.

Pronta a fare a pezzi l’Europa, sfilando con i sovranisti in camicia bruna di Visegrad.

A ricordarcelo è stato un gran borghese come Mario Monti.

Non certo un fan della Casaleggio&Associati, ma consapevole che peggio delle élite c’è soltanto la stupidità delle élite.

O il loro cinico opportunismo.”

 

Antonio Padellaro

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