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Luciano Odorisio, Politica

Padellaro: Multare chi salva le vite in mare è raccapricciante!!!

MULTE DA 3.500a 5.500 euro a chi“nello svolgimento di operazioni di soccorso in acque internazionali, non rispetta gli obblighi previsti dalle Convenzioni Internazionali”. 

Dunque i comportamenti che Salvini attribuisce alle navi umanitarie. 

DAL DECRETO SICUREZZA BIS CHE IL MINISTRO DEGLI INTERNI INTENDE FARE APPROVARE NEL PROSSIMO CDM 

Interviene Antonio Padellaro

“ABITUATO da una vita a maneggiare le frattaglie della politica politicante, l’autore di questa rubrica ammette, negli ultimi tempi, di essersi troppo spesso nascosto dietro lo scudo del facile sarcasmo per evitare di fare i conti con l’insensata (o sensata) ferocia che stringe la gola del nostro Paese. 

Così, qualche giorno fa, ho letto quanto descritto sopra ma ho fatto finta di non capire. Poi, come estrema difesa, ho pensato trattarsi di qualche indiscrezione giornalistica la cui smentita doveva essermi sfuggita. Infine, quando l’altro ieri Matteo Salvini ha detto che “quel” decreto va approvato lunedì altrimenti “mi arrabbio sul serio”, ogni alibi è caduto. 

Leggo che il premier Giuseppe Conte e il M5S faranno resistenza invocando l’incostituzionalità del provvedimento. Perché contrario a qualsiasi principio umanitario? No, perché “sconclusionato”. 

Ma le domande ora sono altre. Come può mente umana soltanto concepire l’idea che la salvezza di una vita possa costare “da 3.500 a 5.500 euro”? Visto però che l’abiezione si è fatta norma, su quale logica si basa il tariffario delle ammende? 

Quanto per la salvezza di un bimbo? Quanto per una donna? Nel caso essa fosse incinta, si è obbligati a pagare un supplemento? 

E se si tira fuori dalle acque una persona giovane la contravvenzione si misura sulla maggiore o minore prestanza fisica, nel caso lo si voglia poi rivendere a un prezzo conveniente alla più vicina fiera del caporalato? 

Vorrei guardare in faccia i funzionari che hanno redatto questa roba qui (tra i quali certamente dei bravi padri di famiglia che la sera danno il bacino della buonanotte ai loro piccini). 

Chiedere loro se si sono piegati “a un ordine superiore”, magari reprimendo la nausea. O se la cosa li ha lasciati abbastanza indifferenti, trattandosi di un lavoro come un altro. 

Vorrei domandare a Luigi Di Maio se ha avuto un soprassalto quando ha letto quello schifo. Se, per caso, la crescente avversione che egli sembra nutrire per i comportamenti del suo omologo della Lega vada oltre la propaganda elettorale ma derivi da una ripulsa umana prima che politica: noi e questi qui non abbiamo più nulla da dirci. 

Infine Salvini. Avevo sempre pensato che tutto sommato non fosse una cattiva persona. 

Che i suoi eccessi nei confronti di migranti e rom fossero una maschera imposta dalla ricerca ossessiva del consenso. Che se un giorno, per assurdo, si fosse trovato nella condizione di salvare dalle acque uno di quei disperati, non avrebbe esitato un secondo a farlo. Ora non lo credo più. 

Ps. Sul “Fatto” di ieri, nell’intervista al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, Luca De Carolis chiede: “La multa è eticamente raccapricciante oltre che incostituzionale, no?”. 

Bonafede: “Se chi viola le regole viene sanzionato non ci trovo nulla di male”. 

Sì, davvero raccapricciante.”

 Antonio Padellaro – il Fatto Quotidiano, 19-05-19

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