Luciano Odorisio, Politica

Padellaro: La lezione di vita di Liliana Segre


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di Antonio Padellaro risponde a Liliana Segre per Il Fatto Quotidiano, 01-11-2020

“IO HO SCELTO LA VITA, anche se sono sopravvissuta per caso. Erano pochissime quelle che si suicidarono, per quanto fosse facilissimo, bastava attaccarsi ai fili spinati elettrificati che sfioravamo tutti i giorni. Tutti sceglievano la vita, la vita, la vita! Sognavamo di essere fuori di lì, il rumore di un bambino che gioca, un gattino, un prato verde, una nuvola, una qualsiasi cosa bella”. 

LILIANA SEGRE 

FORSE CI CHIUDERANNO di nuovo o forse ancora no, ma in ogni caso muniamoci di un “livre de chevet”, da tenere a portata di mano quando ci sentiremo un po’ giù, o nervosi, o smarriti. Pronti a commiserarci per la tegola che ci è piovuta in testa, a inveire contro l’avverso destino, che genera domande senza risposta: perché proprio adesso, perché proprio a noi, a me? 

L’ultima testimonianza pubblica sulla Shoah di Liliana Segre (lo scorso 9 ottobre, davanti ai ragazzi di Rondine, piccolo borgo in provincia di Arezzo) è uno scrigno del dolore incommensurabile e della speranza indomabile. Contiene cose di cui non scriverò perché le parole per dirle sono quelle, non queste. 

Sono lì, non qui. 

E in quelle cose c’è l’unità di misura per calcolare i nostri drammi, le nostre rinunce, le nostre paure rispetto al dramma, alla rinuncia, alla paura. Non che la pandemia sia una passeggiata, non che essa non generi una scia di sofferenza, d’infelicità, di lutto, di morte. Non si possono comparare le tragedie individuali (per quelle della Storia il punto di non ritorno è l’Olocausto). 

E se il cuore sanguina, sanguina allo stesso modo. Però possiamo imparare ancora, e ancora, sulla sofferenza e sulla vita. Leggete Liliana Segre (potete stamparla da Internet, o pubblicata in un libretto edito dal “Corriere della Sera” con la bella prefazione di Ferruccio de Bortoli). 

Ascoltate la voce di Liliana Segre (la trovate facilmente in streaming). Facciamola sentire ai nostri figli, ai nostri nipoti, ai nostri amici. Sentiamola noi, quando facciamo la lagna. 

“Io dico ai giovani: non date la colpa a qualcun altro dei vostri insuccessi, della vostra debolezza. Siamo fortissimi, siamo fortissimi!”.

Antonio Padellaro

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