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Luciano Odorisio, Politica

“Le fragilità del governo targato 5 Stelle?”: Alessandro Di Battista continua a dire la sua.

di Valentina Celi per Il FQ, 20-6-19

“Ospite ieri sera del programma Otto e mezzo, l’ex deputato pentastellato ha raccontato le sue prospettive e speranze per questa legislatura. 

Non risparmiando critiche e suggerimenti per avversari e alleati, e con lo sguardo al futuro del Movimento. 

LA LEGA resta un coinquilino ingombrante a Palazzo Chigi, per la continua campagna elettorale portata avanti dal leader della Lega: “Salvini è efficace in questa fase, ma attenzione, perché anche Renzi è stato efficace, in una certa fase – nota Di Battista –. Ma tra essere furbi ed essere bravi, c’è una bella differenza…”. 

E non nega l’incertezza del delicato equilibrio dell’esecutivo, conservato a prezzo di continui compromessi: “Mi auguro, da cittadino, che il governo non cada – ha dichiarato – Se Salvini lo farà cadere per ragioni elettorali, affari suoi”. 

Se tale evenienza si verificasse a breve – come credono molti analisti politici, forse prima dell’estate, per andare a votare a settembre – Di Battista propone una deroga per uno dei dogmi del Movimento: il tetto dei due mandati. 

Una prescrizione che altrimenti impedirebbe a molti esponenti pentastellati attualmente in carica, fra cui anche il vicepremier Luigi Di Maio, di ricandidarsi: “Chiedo – dice – di non contare questa legislatura”. Una risposta forse dovuta, per spegnere le polemiche che vorrebbero l’ex deputato in contrapposizione col vicepremier, a cui vorrebbe soffiare la poltrona e la posizione di leader dei grillini. 

Dopo essersi preso un anno sabbatico, l’ex deputato rivela la sua visione da “outsider” e fa un bilancio su questa prima esperienza istituzionale del Movimento: “Il primo anno al governo per noi è stato difficile e esaltante. Lo sapevo che sarebbe stato difficile perché noi siamo brave persone, che si sono chiuse nei ministeri per fare il loro lavoro. 

Ci vuole del tempo – come dice Grillo – perché le cose che abbiamo fatto si possano vedere concretamente”. E conclude: “Anche se finissimo al 3%, ma vedessi persone che prendono il reddito di cittadinanza, io sarei comunque soddisfatto”. 

Proprio questa lunga corsa dei grillini verso il Parlamento e i problemi che ne sono derivati sono i protagonisti del suo ultimo libro Politicamen – te scorretto, uscito il 17 giugno per Paper First, in cui dichiara: “Siamo sempre stati sfrontati di fronte al potere. 

Abbiamo il dovere di esserlo anche se al potere ci siamo noi”. Un testo che già fa discutere, per la veemenza contro le pecche dei suoi colleghi. 

Quando lo si accusa di essersi allontanato dai 5Stelle e di voler perseguire obiettivi personali, invece che quelli comuni, Di Battista risponde seccato: “Sono attivista del M5S, esponente, mi sono guadagnato sul campo il diritto e il dovere di dire la mia. Questo libro, chi lo ha letto lo sa che è un atto di amore verso il Movimento in una fase di sviluppo e di passaggio, è stato un anno difficile.

È a sostegno del Movimento e di Luigi Di Maio”. E incalzato dalle domande della conduttrice Lilli Gruber però ammette: se si tornasse al voto, si candiderebbe “al 100%”.

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