I Ricordi di Caterina, Luciano Odorisio, Politica

L’allergia alle mimose dell’otto marzo


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Niente mimose per me, soffro di allergia, perciò non ho mai festeggiato l’otto marzo.

Molti medici mi hanno assicurato che non esiste l’allergia alle mimose, come è provato da numerose evidenze scientifiche.

Ma intanto, nel periodo della fioritura delle mimose, si riacutizzano i miei problemi di allergia.

Vogliamo dirlo ai medici?

Per non parlare dell’otto marzo, con tante mimose in giro.

Il mio corpo reagisce in modo esagerato. E forse non solo per l’allergia.

Non gradisco la ritualità della festa e l’ipocrisia della maggioranza maschile.

Un mazzolino di mimose, un cuore di cioccolata e tutto torna come prima.

Oppure tutte donne al ristorante, con grande finale di spogliarellista uomo.

Questa è la squallida imitazione del peggior comportamento maschile: la mercificazione del corpo.

Oggi, ad irritarmi, si è aggiunto uno sciopero generale, anche dei trasporti, contro la violenza sulle donne.

Ammetto che si voglia manifestare per una causa giusta, ma trovo paradossali alcuni aspetti della questione non abbastanza considerati.

Ammettiamo che una donna con un lavoro precario, magari molestata da un superiore, non possa scioperare per motivi di opportunità e per non rimetterci la trattenuta per sciopero, e che oggi debba andare a lavorare. Sciopero nelle scuole: dove lascia i figli? Sciopero dei trasporti: come si muove nella città? Ci sono le fasce di garanzia.

Già, tutto valido per chi ha orari normali, ma i turnisti?

Come se di scioperi dei trasporti non ne avessimo in abbondanza.

E dopo lo sciopero generale, che succede?

Tutto torna come prima.

Eppure basterebbe il lavoro quotidiano nelle scuole per insegnare il rispetto dell’altro, basterebbe un diverso atteggiamento delle forze dell’ordine dinanzi a denunce di maltrattamenti in famiglia.

Basterebbero strutture pubbliche di sostegno alle famiglie, come i consultori.

Una diversa politica.

Potreste rispondere: a questo serve lo sciopero, con la richiesta di una politica a favore delle donne.

Chi deve ascoltare le legittime istanze degli aderenti allo sciopero?

La “nuova”classe politica uscita dalle elezioni?

Oggi sicuramente con il mazzolino di mimose all’occhiello.

E domani?

Domani tutti impegnati ad elaborare strategie rivolte alla formazione dei nuovo governo.

E le donne?

Aspetteranno da sole, nel buio della sera, un tram che non arriverà, col cuore in gola per il timore di malintenzionati.

Come sempre, da sole.

Caterina Abbate

 

 

 

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Sono un po' strega perché ebbi la sorte di nascere a Benevento, ma sono e sarò sempre una ragazza degli anni Sessanta. Per tutto quello che ciò significa.

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