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L'angolo di Savoca, Luciano Odorisio, Politica

«LA FORNERO È UNA STRONZA!» Ovvero: Chi me l'”avesse” detto che avrei citato Salvini?! – di Roberto Savoca

«LA FORNERO È UNA STRONZA!»

Così ebbe ad argomentare apodittico Salvini tempo fa, con la consueta eleganza. Non amo Salvini e, solitamente, non condivido nessuna sua affermazione.

Ma, in questo isolato caso, la ricerca di obiezioni non ha prodotto risultati di sorta.

Le lacrime versate nel 2011 dalla allora ministra del welfare professoressa Elsa Fornero (che ora è andata in pensione, senza Legge Fornero) non mi avevano commosso né, tantomeno, mi avevavo fatto pensare a una sua qualche ”onestà intellettuale”.

Neanche lontanamente.

Al massimo – forse – a un barlume di rimorso per le proprie malefatte espresso da una donna disonesta e cattiva.

Come le lacrime ipocrite di un reo che confessa il suo crimine.

Non posso, inoltre, dimenticare la sua disgustosa, snobistica arroganza quando definiva “choosy” (schifiltosi, schizzinosi, ndr) i giovani disoccupati e consigliava loro di accettare qualsiasi lavoro, anche il più umile e inadeguato, come se questo già non accadesse.

Sfido io che deve ancora girare con la scorta!

E dire che, in famiglia, non sembra aver seguito la stessa linea…

 

Dal “Corriere della Sera” del  7 febbraio 2012

La brillante carriera della figlia di Elsa Fornero
Due posti fissi nell’università di famiglia

Insegna nell’ateneo dei genitori e guida una fondazione finanziata dalla Sanpaolo, di cui la madre era vicepresidente

ROMA – Tra i bersagli delle proteste e delle ironie della Rete c’è anche Silvia Deaglio, figlia del ministro Elsa Fornero e di Mario Deaglio, economista e giornalista.
Perché, di posti fissi, denuncia il web, ne avrebbe due, a 37 anni: professore associato di Genetica medica alla facoltà di Medicina dell’Università di Torino (dove insegnano sia il padre che la madre) e responsabile della ricerca alla Hugef, una fondazione che si occupa di genetica, genomica e proteomica umana.
Alcune sue ricerche sono state finanziate dalla Compagnia di Sanpaolo, fondazione che è la prima azionista della banca Intesa Sanpaolo, di cui sua madre era vicepresidente.
Il profilo professionale di Silvia Deaglio è di rilievo, ha alle spalle esperienze in alcune tra le più prestigiose strutture sanitarie del mondo, le sue pubblicazioni sono di alto impatto.
Eppure dai commenti raccolti sulla rete – blog, twitter, facebook – si palpa con la mano lo stupore della carriera della figlia del ministro in relazione ad alcune recenti dichiarazioni di vari autorevoli membri del governo a proposito della monotonia del tempo indeterminato, i giovani mammoni e sfigati e l’illusione del posto fisso vicino casa. […]

L’articolo intero è QUI!

 

Sulle pagine di questo blog, Pina Fasciani è recentemente intervenuta con un suo “Ragionamento sulla Fornero” che ha suscitato in me non poche perplessità e riserve.

Non me ne voglia, dunque, se cercherò di argomentarle brevemente. Come si usa dire in questi casi, “niente di personale”.

Ma procediamo con ordine.

1. Premetto che non ho mai avuto il cardiopalma all’apertura della Borsa: per la mia profonda ignoranza, in primis, ma anche perché non ho mai pensato di acquistare titoli di sorta.

Confesso anche che, pur interessandomi alla politica fin da (troppo) tenera età, non avevo mai sentito parlare dello “spread” prima dei tempi del governo Monti.

L’improvvisa diffusione del termine mi appariva sospetta.

Quel governo, fatto di gente che nessuno aveva eletto, nominato con un parlamento giudicato illegale dalla Corte Costituzionale, era l’espressione più pura del capitale finanziario e bancario. Neanche un governo “dei padroni”, che quelli almeno producevano qualcosa, ma proprio di quei lestofanti e strozzini che “fanno i soldi con i soldi”, a un tempo responsabili e beneficiari della crisi.

2. Anche ammettendo che stesse per crollare il mondo, intervenire con la scure sulla previdenza senza toccare i privilegi è stata un’azione pusillanime e vigliacca.

Si è tradito un patto, il contratto che uno Stato spergiuro aveva sottoscritto con i suoi cittadini lavoratori. Le pensioni non sono welfare, non sono un’elargizione assistenzialistica ma la restituzione di denaro PRESTATO dai lavoratori allo Stato attraverso i versamenti contributivi.

Come chiamare l’improvvisa decisione di non restituire quel prestito se non RAPINA?

Nessuno ha neanche provato a ipotizzare qualche parvenza di equità come ad esempio valutare le somme effettivamente versate in contributi. O tagliare pensioni d’oro, spesso multiple, elargite a fronte di versamenti risibili.

3. “La sinistra ha pagato un prezzo pesantissimo” solo perché ha smesso di essere sinistra ed è passata dall’altra parte: se i rappresentanti del popolo abbandonano il popolo, non c’è da stupirsi quando il popolo abbandona i rappresentanti!

4. Altro che “onestà intellettuale”! Quel governo – come pure i successivi che ne hanno avallato le misure – era una banda di farabutti, ancorché benvestiti, gente spregevole e senza principi.

5. La Fornero, nella sua emulazione fuori tempo della Thatcher, ha dato prova di somaraggine estrema. Mentre i migliori economisti di tutto il mondo, compresi quelli liberali, invocano la fine dell’ultraliberismo e il ritorno al primato della politica sull’economia, lei si è limitata a far propria la massima di Ettore Petrolini: «Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti».

Roberto Savoca

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Autore e regista televisivo. Docente di montaggio e comunicazione.

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