Eco d'Abruzzo, Note di Clara

Il pane di San Giuseppe


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di Clara Giovanetti

 

A San Martino sulla Marrucina in provincia di Chieti il 18 e 19 marzo si celebra la festa di San Giuseppe, un evento religioso molto particolare e complesso, in quanto legata alla venerazione del santo che si oppose all’invasione della cittadina da parte dei francesi nel 17

La festa civile è organizzata da giovani sotto i trent’anni, che 15 giorni prima della festa distribuiscono nelle case del paese, e anche nei paesi vicini, al suono di un tamburello, il pane ed il vino benedetti in cambio di offerte.

Il pane, chiamato “il pane di S. Giuseppe”, e impastato con l’anice, va baciato prima di essere mangiato, quindi si recitare una preghiera, a simboleggiarne la sacralità.

La sera del 18 di marzo c’è “l’Esposizione”, una cerimonia in cui la statua del santo e l’intera chiesa gremita di fedeli vengono lasciate al buio per poi essere illuminate improvvisamente e inondate della musica della banda. Si rievoca così il fragore dell’apparizione del Santo ai francesi.

Il giorno seguente si svolge la Processione del Santo, che raggiunge i 4 angoli del paese, dove si procede alla benedizione. I fedeli procedono dietro la statua, mentre il corteo è guidato dall’antica “Congrega di San Giuseppe”, che trasporta le insegne del Santo e una antica croce processionale che viene esposta solo in questa occasione. Segue il “Carro”, una vera e propria asta di prodotti enogastronomici tipici, offerti dai fedeli. Il culto del santo è molto antico a San Martino.

Ad esso sono legate molte leggende, la più famosa delle quali racconta che un povero vecchio si oppose alle truppe napoleoniche intimando loro di non penetrare in paese.

Queste lo caricarono, ma una immensa luce inondò l’uomo, che in realtà era San Giuseppe.

I cavalli francesi si inginocchiarono, i soldati fuggirono atterriti e il paese fu risparmiato, conservando la propria libertà.

Clara Giovanetti

Riposo durante la fuga in Egitto è il soggetto di un dipinto realizzato tra il 1595 ed il 1596 dal Caravaggio
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