Luciano Odorisio, Politica

G. Amato:”Siamo tornati esattamente al dopo-elezioni del 2018. Solo a parti invertite.”


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di Gaetano Amato

Quelli che lo scorso anno gridavano allo scandalo per l’accordo di governo (accordo programmatico e non alleanza) tra 5 stelle e lega ( dopo il rifiuto del pd), ora ritengono che l’accordo tra 5 stelle e pd sia nel pieno rispetto della costituzione, e viceversa, come il senatore Paragone. 

Ora quelli che prima erano pro accordi, ora sono contro. 

Eppure le condizioni attuali sono ne più ne meno le stesse di allora: il rischio della destra Meloniana, Berlusconiana, Salviniana al governo. 

Basta fare un paio di addizioni per vedere che la destra ha ne più ne meno gli stessi voti del 2018, per cento più per cento meno. L’accordo programmatico è purtroppo necessario se si intende dare un governo al paese, vista la legge elettorale in essere.  

Ora come allora. Allora come ora. Ed è quantomeno da imbecilli fare differenze di casta tra lega e pd. Sono entrambi partiti di casta, entrambi sono responsabili dell’indebitamento della nazione, entrambi sono pieni di ladri, corrotti e farabutti. 

Quindi, nessun imbecille facesse distinguo di moralità, perché non ci sono distinguo. In realtà gli unici che allora come ora sono rimasti fermi sui precedenti comportamenti, sono i 5 stelle. 

Ci si flagella le carni sul ‘rischio’ del taglio dei parlamentari perché, dovendo necessariamente riformare la legge elettorale, e di conseguenza ridisegnare i collegi, un parlamentare non potrebbe rapportarsi al territorio che lo ha eletto perché troppo esteso. 

Come se attualmente i parlamentari ricevessero i propri elettori tutti i giorni ( chiedete a Bolzano quante volte hanno visto la Boschi, giusto per fare un esempio).  

Però vengono a mancare le rappresentanze, grida qualcun altro. Quali? Quelle dei partiti dello 0,2? 

Cominciassero quei partiti a chiedersi perché sono ridotti allo 0,2 e che beneficio hanno apportato al paese. Un esempio per tutti, la Bonino. Sono 30 anni che si allea con tutti coloro che possono assicurarle una poltrona, destra o sinistra non fa differenza. 

Perfino Marco Pannella la schifò e la allontanò. Parla di migranti e decreto sicurezza? E questo è stato il solo e unico grido che sono stati in condizione di emettere. 

Un decreto sicurezza firmato dal presidente della repubblica con l’unica osservazione esplicitata riguardava le pene, forse troppo alte. 

Per il resto, basta leggerlo quel decreto per verificare che nelle note è esplicitamente scritto che qualsiasi misura non può essere applicata se non su azioni che vadano fuori da quanto stabilito dall’accordo sui diritti umani delle nazioni unite.  

Li avessimo sentiti urlare contro lo sfruttamento dei poveri cristi, migranti e non. Hanno urlato contro quota 100. La vorrei vedere la Bonino a 71 anni salire su una impalcatura con una sacca di cemento sulle spalle. 

E insieme a lei vorrei vedere tutti quei cialtroni che si dicono di sinistra e che oltre a quota 100, auspicano l’abolizione anche del reddito di cittadinanza (a proposito, a Venezia se ne sono presentati 1700 per 40 posti di lavoro retribuiti a 1000 euro, pensa un po’, poco più del reddito, altro che seduti sul divano). 

A mio avviso ai 5 stelle converrebbe andare ad elezioni perché liberandosi dei di Maio Toninelli Buffagni Fraccaro etc etc, con una leadership forte   (per esempio Conte) riuscirebbe a recuperare parte dei voti. 

Checchè ne pensi Zingaretti è proprio al pd che non convengono le elezioni perché è talmente frammentato che solo il restare in questa legislatura li tieni ancora insieme. 

Se si andasse al voto, sfasciati come sono, con i vari distacchi ( in primis Renzi ) il pd non arriverebbe al 15 per cento. Ma Zingaretti è troppo impegnato a voler fottere renzi per capirlo. 

Zingaretti e Di Maio hanno qualcosa in comune: entrambi pensano che per dimostrare di essere in gamba devono fare piazza pulita dei concorrenti. 

Braccia tolte all’agricoltura, ahimè.

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