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Luciano Odorisio, Politica

Di Maio al PD:”Votate il conflitto d’interessi”

Stralcio di un articolo di Tommaso Rodano per Il FQ, 12-05-19

“(…)

Una delle bandiere storiche del Movimento e ora pure un’occasione per sfidare di nuovo l’alleato-antagonista: 

“Possiamo fare quello che il Pd e la politica non sono mai riusciti a fare in 30 anni di governi”. 

DI MAIO l’ha annunciato personalmente: “La presentiamo domattina (oggi, ndr). Silvio Berlusconi è quello che ha più paura di tutti”… 

L’obiettivo è inserirla già da martedì nel calendario della commissione Affari costituzionali della Camera. In realtà i testi dei Cinque Stelle in materia di conflitto di interessi sono già tre. 

Dentro c’è un po’di tutto: in una delle bozze (prima firma: Fabiana Dadone) è prevista anche l’introduzione del limite dei due mandati per tutti i parlamentari (che però stravolgerebbe un principio costituzionale). 

Un altro testo invece è interamente dedicato alla regolamentazione dell’attività dei lobbisti, con l’introduzione di un registro pubblico e di un Comitato di sorveglianza che vigili sulla “trasparenza dei processi decisionali”. 

Ma la norma più forte contenuta nelle tre bozze del Movimento Cinque Stelle grillini è il cosiddetto articolo “anti-tycoon”: i titolari (anche attraverso prestanome) di patrimoni immobiliari o mobiliari di oltre 10 milioni di euro – fatta eccezione per i titoli di Stato – non potranno assumere incarichi di governo (nemmeno locale) o nelle Authority. 

Il testo fa riferimento anche alle partecipazioni superiori al 2% in imprese titolari di diritti esclusivi, monopoli, radio tv, editoria, internet o imprese di interesse nazionale. Chissà come fischiano le orecchie a Silvio Berlusconi. 

E a Salvini? 

La sfida lanciata dai Cinque Stelle è piuttosto chiara. 

Suona così: approvate con noi una legge di cui si parla da decenni oppure vi preoccupate di fare uno sgarbo al vecchio amico di Arcore? 

Il ministro dell’Interno, interrogato ieri mattina durante la visita alla Cittadella degli alpini di Milano, ha evitato di rispondere: “Oggi sono qui a parlare di alpini, di valori e di patria”. In serata è tornato sull’argomento durante un comizio: “Conflitto d’interessi? Va bene tutto, ma a me la gente chiede meno tasse”. 

La linea ufficiale della Lega è la seguente: “Se una legge è nel contratto di governo si fa, ma allora si deve accelerare anche su flat tax e autonomie regionali” (parola del sottosegretario Claudio Durigon). 

Ufficiosamente però trapela tutto il fastidio verso gli alleati: da qui alle Europee ogni iniziativa dei grillini è percepita come una provocazione. I tempi per fare il conflitto d’interessi prima del 26 maggio – ragionano nella Lega – non ci sono: per il Carroccio è solo un’altra scaramuccia elettorale. 

Che si somma a quelle verbali. 

Ieri Di Maio ha attaccato Salvini per il rapporto con Berlusconi: “Leggo di telefonate dove si parla di far cadere il governo. Mi auguro siano smentite”. Il leghista gli ha risposto così: “L’ho sentito per fargli gli auguri di buona salute, è una polemica da Asilo Mariuccia”. 

E POI C’È IL PD. 

La sfida del M5S è rivolta anche a Nicola Zingaretti e i suoi: votate una legge con cui il centrosinistra ha fallito l’appuntamento negli anni dell’egemonia berlusconiana? 

La risposta dal Nazareno è gelida: “La prossima settimana presenteremo il nostro disegno di legge sul conflitto di interessi. I Cinque Stelle appoggi la nostra proposta”. 

E i parlamentari dem battono sempre sullo stesso punto: serve una norma che regoli i rapporti tra il Movimento, Rousseau e la Casaleggio Associati.

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