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Luciano Odorisio, Politica

Che faranno Boschi, Renzi, Calenda, Martina, Orfini…rumors

Ma @Meb, che fa? Ecco la domanda più in voga, in queste ore, al Nazareno.

Che farà @Meb – questo l’account di Maria Elena Boschi su Twitter diventato pure soprannome – dopo aver affossato il Pd pur di non alzare il suo sederino dalla poltrona?

Che farà @Meb dopo il suo fatale gran rifiuto al governo Pd-M5stelle, causa il rifiuto di Di Maio di nominarla ministro? E soprattutto: chi sosterrà @Meb alle prossime primarie del Partito democratico?

Tra i candidati, già abbastanza incasinati di loro, serpeggia il terrore di un abbraccione mortale. Perché è convinzione diffusa che ormai, politicamente, tutto quello che @Meb tocca, distrugge.C

Qualcuno insinua maligno: @Meb aspetta Matteo Renzi. Il quale però non ha ancora deciso se andarsene dal Pd, sebbene la sua eventuale uscita – resa per ora comunque impossibile dal divieto del regolamento del Senato di creare nuovi gruppi con nomi diversi dalle liste delle ultime politiche – ogni giorno che passa è destinata a fare sempre meno rumore. 

Tra l’altro, la mossa del compagno Zingaretti di presentare alle europee un listone senza simbolo Pd, sembra aver fatto centro.

L’ex ministro Calenda, che pure prima di Natale aveva incontrato Renzi a pranzo con tarallucci e vino, lasciando quindi presagire una bella riconciliazione, ha infatti dichiarato di aderire al progetto di Zinga e di essere pronto (e si capisce) a candidarsi alle europee.

Con Calenda si sono timidamente accomodati nelle braccia del governatore del Lazio anche Beppe Sala e il suo predecessore Giuliano Pisapia, mentre Laura Boldrini, che ha lasciato il 3% di Leu, e Bersani, occhieggiano interessati (e pure qui: si capisce). 

Va bene: ma @Meb, che fa? 

Sempre più distante da lei, l’ex potente Luca Lotti. In un primo momento deciso a spalleggiare anche lui Zinga, ha definito “incomprensibile” la pensata di Lucianone Nobili, moroso della Ascani, di mettere in corsa alle primarie il ticket ultrarenziano Giachetti-Ascani e così… beh, così, tana libera tutti, parrebbe davvero essere iniziata la diaspora dei peones renziani. 

Del resto, se pure Lotti molla Matteo – dice una deputata – vuol dire che allora noi o ci buttiamo con Zingaretti, sperando di essere accolti, oppure davvero dobbiamo trovarci un lavoro”.I

Il compagno Zinga, pur se con la nota prudenza (da molti scambiata per debolezza e/o vigliaccheria), è costretto ad ammettere di essere in vantaggio nei congressi dei circoli: e questo è certamente un bel vantaggio in vista delle primarie (sempreché quel giorno qualcuno abbia voglia di uscire di casa e recarsi al più vicino gazebo).

Martina dice che sono sondaggi tarocchi e vanta tra i suoi colonnelli: Matteo Orfini, Lorenzo Guerini, Ettore Rosato, Andrea Marcucci e Antonello Giacomelli.

Comunque: chi manca all’appello? Manca proprio @Meb. N

Già perché gli altri stanno tutti con Zinga: oltre Calenda, ci sono Franceschini, la Pinotti e la Madia, ci sono Del Rio e – udite udite – rumors insistenti danno anche Marco Minniti in procinto di rafforzare la squadra, con buona pace di @Meb che tanto aveva fatto per costruire la candidatura alla segreteria Pd dell’ex capo del Viminale.

CHI STA CON CHI

Dopo il ritiro di Minniti (dovuto al fatto che Renzi non lo ha mai rassicurato sul fatto che non sarebbe uscito dal Pd) i renziani si sono spaccati.

Da una parte, la maggioranza ha deciso di appoggiare Martina: Guerini, Lotti, Giacomelli e un pezzo di turchi (Orfini).

Pochissimi – e assai meno influenti – sono con Giachetti (Andrea Romano, Marattin, Nobili, ecc…). Alcuni altri con Zingaretti, come Delrio e Madia.

I primi congressi nei circoli danno Zingaretti in testa ma non è detto che lo stesso risultato si avrà nei gazebo quando NON saranno solo gli iscritti a votare. Il rischio è che nessuno dei candidati raggiunga il 50,1% e quindi sarà l’Assemblea a decidere. l’Assemblea è il luogo dove i renziani – divisi alle primarie – potrebbero accordarsi e ribaltare un eventuale maggioranza di Zingaretti. 

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