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Luciano Odorisio, Politica

C’era una volta: voti di fiducia, per Renzi record assoluto…

Da un articolo di Antonio Pitoni, (Il FA), del 2 Dicembre 2014…per non dimenticare.

Il report di Openpolis: dal 1996 a oggi nessuno aveva fatto ricorso così tante volte al metodo per “blindare” i provvedimenti. Il premier al 52,73%, e balza al 74,3% escludendo le ratifiche di trattati. Secondo Monti (45,13%). I parlamentari insorgono: “Presidenzialismo di fatto”

“Un primato assoluto che nessuno dei suo predecessori, dalla XIII legislatura in poi, avevano neppure sfiorato. Un vero e proprio attacco di “fiducite” per l’esecutivo guidato dall’ex sindaco di Firenze, che ha portato al 52,73% il rapporto tra voti di fiducia e leggi approvate (più di una su due).


Il record senza precedenti lo ha stabilito con la “tripletta” messa a segno nel fine settimana, grazie ai tre voti di fiducia chiesti e ottenuti sulla Legge di stabilità. Strumento al quale, da quando si è insediato il 22 febbraio, il governo Renzi è già ricorso 29 volte, 16 alla Camera e 13 al Senato, su un totale di 55 leggi licenziate dal Parlamento in poco più di nove mesi.

“Il valore più alto registrato dal 1996 in poi”, certifica lo studio realizzato dall’associazione Openpolis che ha elaborato i dati mettendo a confronto i numeri degli ultimi undici esecutivi.

UNA SCALATA DA RECORD. Ma nel record stabilito dal governo guidato da Matteo Renzi c’è anche un altro dato che merita di essere sottolineato.

Perché se si sottraggono dal totale delle leggi approvate «le ratifiche da parte del Parlamento di trattati internazionali (in tutto 16, ndr), che hanno ben poco valore politico e un esito abbastanza scontato», fa notare ancora Openpolis, il rapporto tra voti di fiducia e leggi approvate, sale addirittura al 74,3%.

E vista la determinazione del premier ad approvare in tempi stretti le riforme del mercato del lavoro (Jobs Act), della legge elettorale (Italicum) e la riforma costituzionale, prevede Openpolis, «non ci sarà da sorprendersi se le “fiducite” del governo continuerà nei prossimi mesi».

Un quadro allarmante nel quale, nonostante la Costituzione disegni l’impianto istituzionale del Paese come una Repubblica parlamentare, il vero fulcro dell’attività legislativa sta diventando proprio il governo.

Che, a colpi di fiducia, sta mortificando le Camere riducendole a mero organo di ratifica dei provvedimenti dell’esecutivo.

PER NON DIMENTICARE

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