Luciano Odorisio, Politica

CASO CUCCHI: “Sulla mia pelle” apre Festival Venezia, trionfo!


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IL FATTO: Il trentenne Stefano Cucchi morì il 22 ottobre 2009 durante la custodia cautelare.

Tale fatto ha dato origine a un celebre caso di cronaca giudiziaria che ha coinvolto alcuni agenti di polizia penitenziaria, alcuni medici del carcere di Regina Coeli, e alcuni carabinieri.

Fatto ormai noto che ha visto la sorella Ilaria Cucchi battersi in tutti questi anni per conoscere la verità sulla morte del fratello, nonostante depistaggi e processo, appello, cassazione, appello bis.

Il bel film di Alessio Cremonini ‘Sulla mia pelle’, ha aperto il 75° Festival di Venezia, sezione Orizzonti.

Con Alessandro Borghi nei panni di Stefano Cucchi che, commosso fino alle lacrime, alla fine ha stretto in lungo abbraccio la sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, presente alla proiezione e interpretata nel film da Jasmine Trinca.

E Ilaria in un post su FB si rivolge a Salvini per poterlo incontrare per guardarlo negli occhi.

“Sono profondamente commossa.

Provata. Guardo il cielo sperando di poter incontrare il tuo sguardo. Non vedo nulla. Solo le luci accese della sala Darsena dove è appena terminato il film sulla tua morte.

Sento gli applausi della gente. Prendo l’abbraccio di Alessandro e Jasmine e poi anche quello di Max. Le 1500 persone che stipano il cinema si stringono tutte intorno, quasi tutte in lacrime.

Questa è la gente intorno a noi. Qualcuno ha detto che dopo un fermo ci può scappare qualche schiaffo, qualche pugno. E se poi il fermato cade e si fa male pazienza.

Niente legge contro la tortura perché lega le mani alla Polizia.

Ma la Polizia non sente il bisogno di avere quelle mani libere che sarebbero sporche di sangue. Forse magari il sindacato di Tonelli la pensa diversamente ma la Polizia del comandante Gabrielli è altra cosa.

Ste ti sei preso qualche schiaffone. Qualche pugno. Qualche calcio. Sei caduto e ti sei fatto male. Molto male. Ma ce ne dobbiamo fare una ragione io te mamma e papà. In fin dei conti questo qualcuno è ora il ministro dell’Interno.

Ora, ironia della sorte, sta facendo passerella e cene di gala a Venezia. Voglio incontrare questo famoso ministro Salvini. Pubblicamente.

Guardarlo negli occhi. Senza dire nulla. Fargli abbassare quello sguardo freddo ed inespressivo.

A Ste, questo non avrà mai il coraggio. E poi lui si che fa parte della casta.

Non abbiamo giustamente preso un euro da questo film ma la soddisfazione è tanta.

Tu sei un atto d’accusa vivente, sì, vivente, contro quel modo di pensare ignorante e violento. Tu che di violenza sei morto.

Ti abbraccio forte forte. Come hanno abbracciato me. Notte”

Ilaria Cucchi

E sempre Selvaggia Lucarelli segnala un post di un poliziotto di Rovigo:

 

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