Luciano Odorisio, Politica

BREXIT – P. Fasciani:”Il nuovo mondo è già qui e non ce ne siamo accorti. È questo lo scacco”

di Pina Fasciani, post che condivido totalmente e voi che ne pensate?

Come una pietra che rotola.

Il risultato del voto in UK è terribile.
Il sassolino del nazionalismo è diventato una pietra che rotola e trascina con sé tutto.

Trascina chi non ha la forza di opporsi e si lascia andare, le fasce più deboli della popolazione, desiderose di protezione e sicurezza, martoriate dalle crescenti disuguaglianze e che come ultima spiaggia si affidano ai potenti.

Nonostante il voto giovanile, nonostante il voto delle città, il Labour di Corbyn non raccoglie i consensi delle zone più duramente colpite dalla crisi che, tristemente, si saldano con quelle più ricche.

Questo strano connubio ci parla di molte cose.

Da parte dei più deboli ci parla delle tendenza di trovare nella risposta nazionalista un argine alla globalizzazione disumana, sperando che il rifugio nazionale possa proteggere meglio. Da parte dei più forti quella di muoversi ancora più liberamente nello scenario globale senza i vincoli europei, disegnando alleanze variabili secondo i propri interessi.

Ma ci parla anche del cemento debole che tiene insieme l’Europa così come è oggi, laddove l’unità monetaria non ha saputo impiantare velocemente l’unità fiscale, quella bancaria, l’unità nei diritti e altro ancora, con poteri deboli di intervento , più ridotti a procedure di raccomandazioni e infrazioni che a politiche unitarie cogenti per ogni stato e a un patto costitutivo rappresentativo diretto con istituzioni adeguate.

Nella sostanza i nazionalismi non sono mai morti, e non parlo della necessità di mantenere gli Stati con le proprie identità, culture, storie, non sono per la loro abolizione, ma parlo della incapacità di collaborare, cooperare, integrare quelle identità, culture, storie per costruire una collettivo europeo di senso.

D’altro canto la caduta del muro di Berlino, con le analisi a distanza, non è stato quel passaggio verso una Europa più libera, ma è stato il passaggio verso ulteriori e più diffusi muri.

I muri si sono moltiplicati, morta l’ ideologia comunista e del mondo diviso in due, ci si è tutti omologati all’idea liberista, laddove i muri non significano ribellarsi alla omologazione , ma paradossalmente al suo rafforzamento. Chi decide i destini del mondo va oltre i muri, quelli li lascia fiorire per tenere in scacco i popoli, frantumati e divisi.

In questo non ha perso Corbyn ha vinto Trump. Questo risultato ci interroga tutti.

L’idea di Trump vuole una Europa disgregata, ridotta a entità burocratica e testimoniale, senza poteri reali nello scenario geopolitico.
Più debole sarà l’Europa più i processi di accumulazione finanziaria , le oligarchie, potranno muoversi liberamente. L’Europa è un inciampo nonostante tutto e per sventare un suo rafforzamento va disgregato ciò che c’è.

Ma se Trump e Johnson vincono cosa vince ?


Vince un’idea, vince quella idea secondo cui il mondo lo può governare solo chi ha i mezzi per farlo, la potenza per farlo, i soldi per farlo. Il povero deve solo ubbidire, qualche briciola cadrà anche per loro dal tavolo del banchetto. Bontà loro !

Questa è l’idea che vince, l’ idea della subalternità di uomini che piegano altri uomini, dove i primi decidono come i secondi debbano vivere e pensare. Con la comunicazione ben orientata si chiude il cerchio.
L’uomo forte al comando come idea è questa e vince.

La sinistra in questo scenario ha le armi spuntate. Non perché la sua storia non dice come fare, per abolire le diseguaglianze o per difendere la democrazia, ma perché è cambiata la storia e questo non è più sufficiente per ri/motivare e offrire una nuova idea.

Sono cambiati i soggetti , le condizioni, le frontiere. In cento anni tutto è cambiato. Lo scontro non sta più nel rapporto tra lavoro e capitale, tra produttori e fruitori, lo scontro sta tra chi sa e chi non sa.

Lo scontro sta tra conoscenza e ignoranza.

Le nuove frontiere della scienza, della intelligenza artificiale, della ingegnerizzazione del corpo umano, stanno violentemente spazzando la storia del secolo passato e non solo quello. Stanno disegnando una nuovo destino per l’uomo. Il cambiamento climatico non è che la parte più evidente.

Ma ciò che fa più paura è che al momento nessuno sa quali saranno gli esiti. Quale uomo nuovo nascerà. Nessun governo, nessuna nazione, sa quale direzione prenderà il mondo e che esiti ci saranno.

L’uomo in sé è a un bivio , l’umanità è a un bivio. E questo è percepito. I pericoli e le paure sono percepiti. Il nazionalismo nasce non solo dalle insufficienti risposte alle diseguaglianze, ma dalla paura di un destino segnato e inamovibile. 

Si è nella sostanza interiorizzato che il futuro per l’umanità non c’è e allora meglio pensare all’oggi difendendosi, dentro la patria, dentro casa, dentro la stanza, davanti alla TV o davanti allo smartphone.

Questo mentre i già potenti giocano sulla scacchiera del dominio.

La sinistra dovrebbe riformulare una nuova idea di mondo, un pensiero universale, che non si accontenti di ribadire ciò che siamo stati ma ciò che vogliamo essere.

Il nuovo mondo è già qui e non ce ne siamo accorti.

È questo lo scacco.

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