Luciano Odorisio, Politica

Bersani incazzato abbestia: di questo passo finirà che Zingaretti gli dovrà chiedere scusa lui a Lotti


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 di Marco Franchi, Il FQ, 19-6-19

“Il viso s’accende all’improvviso di rosso e il tono della voce sale, incazzato. 

“Io non ho mai parlato con un magistrato in vita mia, ma scherziamo? Questa storia di Lotti e del Csm è un danno di proporzioni cosmiche per la politica e la giustizia, che non si può banalizzare né minimizzare. Il cittadino normale, quello che può mettersi solo in braccio alla Madonna per un processo, che deve pensare?”. 

Eppoi: “Di questo passo tra un altro po’Zingaretti dovrà chiedere scusa a Lotti”. 

Applausi

Libreria Mondadori nel quartiere Prati, a Roma. 

Pier Luigi Bersani affronta l’u lt imo guaio del Pd scolorito di Nicola Zingaretti con parecchia foga. Del resto, l’ex segretario dei dem, indi fondatore di Articolo 1, ha sempre sostenuto che nella golden age del renzismo e del Giglio Magico ci fossero “troppe cose in pochi chilometri quadrati” in Toscana, tra Renzi, Boschi, Carrai e Lotti. 

“Non hanno fatto altro che trasferire il loro sistema di relazioni trasversale toscano nella politica nazionale e romana. Ma se tu finisci quasi per chiedere scusa a Lotti allora dobbiamo riscrivere l’articolo 54 della Costituzione, non più assolvere le funzioni pubbliche con disciplina e onore ma invece come ‘cavolo vuoi tu’”. Applausi. 

LA LIBRERIA è affollatissima. Si presenta Titanic. Come Renzi ha affondato la sinistra di Chiara Geloni, edito da PaperFirst. 

Ex di Europa e Youdem (la tv del Pd), Geloni ha collaborato per anni con Bersani e il libro contiene numerosi episodi inediti e drammatici sugli anni renziani del Pd, dal 2014 al 2018. 

Con lei e Bersani, alla presentazione, c’è anche Marco Follini, storico centrista, moderati da Fabrizio d’Esposito del Fatto. 

L’ex segretario dem ritorna sul fatale 2013. 

E non per la fatidica storia dei 101 che silurarono Prodi al Colle e la leadership bersaniana. La questione è l’interventismo di Napolitano sul pre-incarico a Bersani e la successiva richiesta al M5S di far partire il suo governo: “Ancora oggi mi chiedo: ma sono ancora incaricato?”. 

Risate. Formalmente, infatti, Re Giorgio non gli disse nulla. 

“Io non glielo chiesi, al contrario se lui me l’avesse chiesto io mi sarei presentato alle Camere con il governo. In realtà su questa ipotesi ero da solo. Non solo Napolitano ma anche dentro il Pd tutti volevano il governo con Berlusconi. Per questo mi tirai indietro e chiesi a Enrico Letta di farlo. I conti con l’interventismo del Colle? Napolitano appartiene a quel filone nobile del migliorismo per cui hanno sempre ragione gli altri”.

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