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Luciano Odorisio, Politica

Antonio Padellaro: Ci salverà Capitan Mitra?

Stralcio di un articolo di Antonio Padellaro per Il FQ, 24-04-19

“(…)

Detto che chi scrive non crede per nulla che il vicepremier sia la reincarnazione del duce (gli piacerebbe!), solo unendo i classici puntini il messaggio pasquale agli italiani di Luca e Matteo si rivelerà in tutta la sua efficacia, consapevole o subliminale fate voi. 

PRIMO: la carneficina di cristiani nello Sri Lanka. 

Chi è il leader di partito che non ha mai smesso di collegare, anzi di far coincidere, immigrazione clandestina e terrorismo? 

Chi è il vicepremier che sigilla i porti convinto che le navi umanitarie prendano indifferentemente a bordo dei tagliagole mescolati ai tanti disperati, accolti anch’essi come disperati ma pronti a usare la mannaia? 

Chi è l’uomo politico che non ha mai nascosto la propria – come vogliamo chiamarla: avversione, repulsione, diffidenza? –nei confronti di un certo Islam che cucina speziato e pretende di aprire moschee nei garage delle nostre città, onde predicare in arabo insegnamenti probabilmente ostili? 

Chi è il figlio della Lega che condivide e alimenta la teoria secondo la quale esiste una studiata e precisa strategia per sostituire alla razza italiana, bianca e cristiana un meticciato devoto al Corano, ghiotto di kebab e convinto che la donna debba camminare alcuni passi dietro l’uomo? 

Chi è, infine, il ministro degli Interni che dopo l’accoltellamento, alla stazione Termini, di un clochard georgiano con un crocifisso al collo, a opera di un clochard marocchino spinto a quanto pare da ruggini personali, chi è dunque l’uomo di governo che chiede “a prefetti e questori di aumentare controlli nei luoghi di aggregazione islamica”? 

Tutto ciò mentre i giornali vicini, vicinissimi al leader, ministro e vicepremier escono, all’unisono, con una titolazione che suona come un serio, serissimo allarme nei confronti della reazione, giudicata a dir poco tiepida, che i quasi 300 cristiani macellati il giorno di Pasqua ha suscitato. 

Sospetto che non riguarda soltanto la solita sinistra imbelle e codarda, ma da estendere alla stessa chiesa cattolica. Un’ombra che sale più su, più su e ancora più su fino a lambire (proprio il giorno della Resurrezione di Cristo) la candida veste, avete capito di chi. 

Il Giornale: “Vietato dire ‘cristiani’”. Libero: “Vietato criticare l’Islam impegnato a fare stragi”. La Verità: “Islamisti ammazzano cristiani e nessuno il coraggio di dirlo”. 

Ora, sinceramente, se un povero italiano, regolarmente battezzato e di razza bianca dovesse sentirsi smarrito di fronte al dilagante terrore islamico (pronto a sgozzarti a due passi da piazza San Pietro se solo ti azzardi a esibire il simbolo della tua fede); 

se questa inerme pecorella ritenesse di non sentirsi più protetta dal proprio Pastore, per non parlare di quella parte politica sensibile solo alla tutela di kebab e minareti, come dargli torto? 

PERÒ, se nel medesimo giorno, sotto quelle notizie che grondano sangue, apparisse l’immagine maschia del leader, ministro e vicepremier (promosso Capitano sul campo) che imbraccia una maneggevole mitraglietta, non sarebbe rassicurante? 

Con quell’arma, si direbbe pronta all’uso, l’accorto Morisi non ci sta forse dicendo che il Capitano, in assenza della sinistra codarda e nel silenzio del Pastore dedito al dialogo interreligioso, ci pensa lui, a vigilare sulla sicurezza del gregge? 

Non ha lo stesso sguardo del Gladiatore prima di scatenare l’inferno? 

A questo punto unite i puntini e capirete perché, secondo i sondaggi, il consenso di Salvini ha toccato il 36% e non si ferma. 

Ah, la testa degli Italiani.”

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