L'Angolo di Raffaele, Luciano Odorisio

Sono arrivati i barbari

Una mia personale riscrittura de  I barbari di Kavafis

Che aspettiamo, raccolti nella piazza?

Sono arrivati i barbari.

E’ tempo di fuggire.

Perché mai agitazione nel Senato?

E perché i senatori che siedono non fan leggi?

Son arrivati i barbari.

Sono essi diventati senatori

Che leggi devono fare i senatori?

I barbari faranno leggi come loro aggrada

 

Perché il re dei barbari s’è levato

così per tempo e sta, solenne, arricciando la barbarica barba,

aspetta di ricevere

omaggio dai suoi sudditi.

Egli è  il loro e nostro  capo

ed ha già disposto

che se non riceverà il giusto omaggio

radunerà nella piazza i suoi uomini

e leggerà una pergamena ove

egli ha scritto epiteti e punizioni

per chi non obbedisce.

I barbari levano alte le loro insegne stellate

portano doni ai nostri cittadini

Oggi sono arrivati i barbari,

e questi doni dei barbari fan impressione ai nostri cittadini.

 

Perché i nostri valenti oratori non vengono

a snocciolare i loro discorsi, come sempre?

Oggi son arrivati i barbari:

essi sdegnano la retorica e le arringhe

e gli oratori si sono adeguati

Perché d’un tratto questo smarrimento

ansioso? I volti come si son fatti seri.

Perché rapidamente le strade e piazze

si svuotano, e ritornano tutti a casa perplessi?

S’è fatta notte, ora i barbari sono tra noi.

Hanno superati i confini,

hanno detto che non sono più barbari.

Siamo noi ora i barbari.

E adesso cosa sarà di noi?

Credevamo che quella gente fosse una soluzione

ed ora è troppo tardi per tornare indietro.

 

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