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L'Angolo di Raffaele, Luciano Odorisio

Mammà e la Janara del fiume Sabato

Ho visitato la Leggenda delle Streghe di Benevento
https://www.esserealtrove.it/…/la-leggenda-delle-streghe-d…/

E mi è venuto di pubblicare un frammento del mio nuovo romanzo Sistema Binario, scritto  a quattro mani con mia sorella Caterina Abbate  che uscirà a breve

https://www.facebook.com/romanzosistemabinario

E per caso sono nato a Benevento in via Trieste e Trento

 

Ed ho voluto raccontare una storia vera, almeno come la raccontava mia madre

La chiamano strega, per il colore dei suoi occhi, ma ora farà per davvero una stregoneria. Lei che è abituata a condurre la sua esistenza sui binari di una logica ferrea, ma che spesso si lascia anche trascinare dalla violenza delle sue passioni- e allora non conta più ciò che le suggerisce la ragione,- si rifugia nel tiepido conforto dell’irrazionale e delle antiche credenze nelle forze magiche della natura: presa dai suoi tormenti, che non può confidare a nessuno,decide perciò di rivolgersi ad una fattucchiera. È Violante Sciarra, che, come la informano dei contadini, vive in una capanna sulla riva del fiume Sabato, poco lontano da Benevento, ed è nota come la discendente di un’antica strega, mandata al rogo parecchi secoli prima. Vera o falsa che sia la leggenda, tutti credono nelle virtù profetiche e taumaturgiche della donna. Lei chiede informazioni ai contadini lungo la strada e infine giunge nei pressi del fiume.

Scorge una capanna fatta di tronchi d’albero incrociati, col tetto di paglia. Il luogo sembra deserto, quando, come sorta dal nulla, appare una donna alta, fiera, con i piedi nudi, lisci e morbidi. Il viso sembra giovane, nonostante i lunghi capelli bianchi, gli occhi risplendono di un sorprendente color viola. È di una bellezza austera e antica. Lei resta stupita: la immaginava vecchia, rugosa, dall’aspetto pauroso, qualcuno le ha detto che ha più di ottanta anni.

Che volete?” chiede la donna.

Non dovreste saperlo già, se siete l’indovina?

Io vi ho guardato negli occhi e voi siete come me.

Lei ripensa alle parole di sua nonna Francesca: “E quegli occhi cangianti, che dall’azzurro trascolorano al grigio ferro,quando si infuria o viene contrariata, altro che angelo! Non obbedisce mai, è testarda come un mulo, una vera selvaggia. Un maschiaccio. ‘Na janara”

Janara, voi dite che lo sono anch’io?

No, voglio dire che io sono una donna come voi: non sono una strega, ma una guaritrice. Conosco le erbe e le loro virtù curative, nient’altro.

Ma dicono che avete più di ottanta anni, eppure sembrate molto più giovane. Se questa non è stregoneria...”

Tutte le donne della mia famiglia sono vissute qui, sulla riva del fiume, ed hanno tramandato l’una all’altra il proprio sapere. Gli uomini li abbiamo usati per concepire le nostre figlie,- nascono sempre femmine,- e li abbiamo mandati via. Viviamo sole e gli ottanta anni ora li ha mia madre. I contadini non sanno niente e noi lasciamo che credano alle leggende, perché noi viviamo libere e sole. Siamo più protette, se hanno paura di noi.”

Allora, la mia venuta qui è inutile!

Non del tutto, vi regalerò un mazzo di tarocchi e vi insegnerò a leggere le carte. E dovete averle in

dono perché vi rispondano. Saremo uguali, io vi aspettavo.

Estrae da una tasca della lunga gonna di leggero cotone una scatola con disegni arabescati, gliela mostra, contiene un mazzo di carte rosse con suggestive figure, e la invita ad entrare nella capanna con un gesto della mano.
La capanna è buia e silenziosa, la donna accende su un rozzo tavolo una candela che diffonde una tremula luce, poi la invita a sederle accanto.
Sul tavolo sono disposte a semicerchio altre carte rosse, Violante le gira ad una ad una ed inizia a spiegare.
Dopo un paio d’ore di lezione per dir così, lei ha imparato a riconoscere le carte ed il loro significato. E torna a casa con il suo piccolo tesoro: leggerà da sola il suo futuro .

Lo ha fatto sempre per chi lo chiedeva, ma mai per componenti della famiglia e nessuno doveva toccare il mazzo dei Tarocchi.

Quando è morta non ho trovato il mazzo dei Tarocchi tra tutte le sue cose.

Chissà quando e come lo ha fatto sparire

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