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L'Angolo di Raffaele, Le ricette di casa, Racconti degli Amici

La cucina di Nonna Maria: Il coniglio in fricassea

di Raffaele Abbate 

Dopo la storia dei  peperoni della Nonna Maria di Luciano Odorisio   

Tocca al Lo  cuccio con le ova di mia Nonna Maria  (Cuccio in dialetto arianese è il coniglio), il coniglio in fricassea

Questi gli ingredienti
1 coniglio   ruspante tagliato a piccoli pezzi
5 uova
parmigiano,
buccia grattugiata di un limone,
sale e prezzemolo
1/2 spicchio d’aglio
olio extra vergine q.b.
3 cucchiai di passata di pomodoro
1 litro brodo vegetale

Si mangiava bene a casa di Nonna Maria. Nonna ne cucinava tante di cose  buone e Nonno Ottone presidiava attento che tutto fosse fatto a regola d’arte e caso mai Nonna si distraesse per ascoltare alla radio l’Orchestra del Maestro Angelini la richiamava all’ordine: Bossa non ti distrarre .

Tra loro si chiamavano Boss e Bossa , memore il Nonno della sua permanenza negli States. (questa è un’altra storia)

Come al solito la sto prendendo da lontano

Frequento le elementari a Benevento e passo tutto il periodo della scuola a casa dei nonni materni, a Rione Libertà un nuovo quartiere all’ingresso della città (lato Napoli). La casa è quella  all’ultimo piano sulla terrazza sulla destra. Ben 85 gradini e senza ascensore. 

Nonna Maria e Nonno Ottone, (io li chiamavo Nonna Mammà e Nonno Papà) sono felicissimi di tenermi con loro .

A Montecalvo scalo, dove vivono i miei, c’è una scassatissima scuola rurale dove a stento si impara a leggere e a far di conto.

E per le decisioni di famiglia,  io devo continuare a studiare.

La cosa non è che mi piacesse molto, sto con mia madre, mio padre, mia sorella e mio fratello solo durante le vacanze estive, ma all’epoca non si badava molto a possibili traumi psichici da abbandono .

Anche se la situazione aveva dei vantaggi, guardandola a posteriori.

Si può dire che ho avuto cinque mamme, quella biologica, la nonna e le tre sorelle di mamma non ancora sposate.

Nonna Maria

Mamma

Zia Lina

Zia Franca

Zia Franca

Zia Anna

Di quel periodo ricordo il coniglio, mentre  della scuola a Piazza San Modesto non ho bei ricordi. Il maestro, di cui rammento solo il nome Attilio, faceva passare la voglia di studiare, usava una lunga canna per bacchettare gli alunni, veniva a scuola in tenuta da cacciatore (fucile incluso appeso all’attaccapanni),reduce repubblichino  si era salvato dall’epurazione grazie all’appoggio dei preti.

Lo diceva Nonno Ottone che tutte  le camicie nere avrebbe volute vederle appese ai pini di Via Napoli per la morte di zio Vittorio (ma questa è un’altra storia)

Quel sapore mi è rimasto impresso nella mente e da allora non l’ho più mangiato, Nonna lo faceva così

Esecuzione
Coprire il fondo di una  pentola larga a bordi alti con olio, aggiungere il coniglio tagliato a pezzi, il prezzemolo e l’aglio tritati, far rosolare da tutti i lati, e aggiungere il sale

Quando comincia a perdere la sua acqua  e inizia a soffriggere, coprire la carne con il brodo vegetale,  affinché il coniglio a fine di cottura resti un poco brodoso, aggiungere  la passata di pomodoro e continuare  la cottura per almeno 30 minuti.

Intanto sbattere le uova con sale, aggiungere il parmigiano e la scorza di limone grattugiata, quando  il coniglio è cotto aggiungere al suo brodo di cottura le uova che si rapprenderanno  vicino alla carne mescolando lentamente.

Raffaele Abbate

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