Cazzeggi, L'Angolo di Raffaele, Luciano Odorisio

I racconti di Hashimoto-I puntata

Procolo Catello Quagliarulo dopo lo scaccione ricevuto dal figlio avvocato per la sua avventata richiesta di baciamano, deluso dalla vita e visto che la moglie per nulla morente lo tortura da mattina a sera e non può trovare neanche la scusa dell’attività zappatoria visto che tutte le terre seminate a cucuzzielli e patane le ha vendute ad ottimo prezzo ai cinesi si dedica alla letteratura con il nome d’arte di Hashimoto.

I critici letterari più avveduti ed attenti non smettono di meravigliarsi della recente fortuna massmediologica che sta avendo Proculo Catello Quagliarulo dopo tanti anni di oscurità.

Maria Juana Maroquin della Università di Medellin , che pubblicò anni orsono una validissima sintesi di tutta la poesia contemporanea a Hashimoto nella collezione “Haiku, tanka, katana e catene mas que cazz ve fumados”, ed il suo sodale Ludiwig Von Kazzemberg autore dello studio più aggiornato e documentato “La poesia nippo che s’adda fa pe campà io schifo ste cagate ma son costretto a scriverle”.

Leggiamoli un attimo.

La Maroquin scrive: “Per la poesia di Hashimoto appare evidente che la sua fortuna non sia da attribuire alla frequentazione del poeta con la vezzosa Tashodato ma al valore insito della poesia” Von Kazzemberg aggiunge:”La vita di Hashimoto è quanto di più semplice si possa considerare. I suoi versi parlano per lui” .

FRAMMENTO n. 1

Fetenti stalle

piangono rugiada al

canto dei bovini

Traccio rotte e

nel cuore porto segni

all’infinito.

Obliqui raggi

mi dipingono.

Note al Frammento n. 1

I critici letterari si sono scervellati per anni, i maggiori esperti di esegesi hashimotiana hanno scritto pagine per interpretare questa insolita e misteriosa liirica.

Solo Catello Pishiro Casatiello il più vecchio studioso di Hashimoto sin dall’epoca dell’infanzia ne ha dato la corretta interpretazione.

Hashimoto si sveglia all’alba e si reca dal suo lattaio ma prima di arrivarci deve attraversare i campi dei ciliegi a stelle e strisce, dei peschi del sol levante gobba calante e luna calante, e dei giaggioli della luna crescente gobba a ponente. Per onorare la festa del Giaggiolo in fiore, Hashimoto ha indossato il suo elegantissimo Kimono rosso papavero degli stilisti Korce & Katana .

Hashimoto passeggia lentamente, si ferma ad ammirare i nespoli in fiore e le stalle del suo amico Kaziuro Sishomusho. Un olezzo colpisce le nari del poeta che impugna la sua penna di bambù e sul taccuino in carta di riso Scottiskin traccia i versi ispirati. Dal fondo della stalla in quel momento appare il toro nippo-napoletano “Partone e bastimente pe terre assai luntane canta a buordo so Okinaviani” che eccitato dal kimono rosso infilza il povero Hashimoto nella terga.

Hashimoto colpito, è scaraventato lontano e dal dolore non trattiene le lacrime. Una profonda ferita a forma di cilegio in fiore attraversa le natiche del poeta. Sarà un ricordo perenne.

Di Raffaele Abbate

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