L'Angolo di Raffaele

Filiberto Buaci n. 8 settembre 1935 m. 8 agosto 2008 – L’architetto che amava Marquez

 L’ultimo giorno è stato indimenticabile

Quella mattina mi sono deciso a passare dal Villaggio Coppola che secondo il mio progetto originario doveva essere la Malibù della Campania e le otto torri le meraviglia della costa campana.

Ed invece è diventato lo sversatoio per i terremotati napoletani. Devo fare qualche foto per il progetto di recupero, ma un gruppo di “bianchi” fermi davanti all’unico bar aperto hanno facce poco raccomandabili e non sono sceso dalla macchina, possono essere gli attuali “ospiti” abusivi e che presto o tardi  dovranno sloggiare.

Non mi va di litigare, magari sono poliziotti in borghese, ma meglio evitare. Viaggio inutile, torno a casa e mentre guido provo ad immaginare cosa scriverebbe Marquez di Castelvolturno: la pioggia sull’asse mediano, i topi alla foce del Volturno, le bufale che respirano il fumo nero di falò di copertoni e di altre schifezze, i pini mediterranei cancerosi con le radici che spaccano l’asfalto dei viali deserti del villaggio Coppola, le carcasse di auto abbandonate nel sottobosco, i randagi affamati che rimestano nei bidoni,  un posto di blocco volante all’incrocio di Pescopagano, sotto il ponte dello svincolo per l’asse di supporto

I bordi della Domiziana sono deserti, le puttane e le bancarelle degli spacciatori si sono spostate all’interno del Villaggio

E si alza, come al solito, fumo nero nelle campagne attorno a Casal di Principe.

Sull’asse sempre tanti Tir che portano monnezza: da dove arrivano e dove vanno? Mi piacerebbe che qualche volta qualcuno li fermasse.

Tra la foschia si staglia la sagoma di una chiesona in cemento a forma di piramide, è la piccola casetta di Nazareth di San Cipriano di Aversa, alla faccia della piccola.

Passano veloci Mercedes e Suv con i vetri oscurati ed al posto di blocco sullo svincolo verso Marcianise fermano un tre ruote carico di frutta.

Un tir con targa olandese si allarga mentre lo sto sorpassando, lampeggio, suono il clacson, non si accorge di nulla, forse è fatto di cocaina.

Striscio il guardarail, lo scavalco, mi impenno e poi più nulla.

La fine del coglione, per pensare a Marquez mi sono distratto

Raffaele Abbate

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